La Palestina diventa membro dell'UnescoGli Usa minacciano di tagliare i finanziamenti

Con 107 voti favorevoli, 14 no e 52 astensioni, la Palestina è membro dell'Unesco, la prima agenzia dell'Onu a discutere dello status palestinese dopo la richiesta di adesione avanzata da Abu Mazen a settembre. Gli Usa: "Decisione prematura e controproducente". Per Israele è "una tragedia"

In attesa di un riconoscimento vero e proprio dell'Onu, la Palestina è stata ammessa come membro a pieno titolo dall’Unesco, l’Organizzazione delle nazioni unite per l’educazione, la scienza e la cultura. Tra i 14 no compaiono Stati Uniti, Germania e Canada, mentre Italia e Regno Unito si sono astenuti insieme ad altri 50 Paesi. Voto a favore da Francia, Cina, India e quasi tutti i Paesi arabi, africani e latino-americani.

Il via libera rischia però di creare una spaccatura con
gli Usa, contrari ad un seggio palestinese e che avevano preannunciato di sospendere i finanziamenti all’Unesco in caso di un voto favorevole. Gli Stati uniti hanno detto immediatamente dopo il voto che "non possono accettare" l’adesione della Palestina all’Unesco perché "prematura e controproducente", mentre per Israele è "una tragedia".

A Gaza, intanto, sembra reggere la la tregua mediata dall’Egitto dopo cinque giorni di violenze, ma lo scontro sembra essersi spostato sul fronte diplomatico.

Lo scorso 23 settembre, Abu Mazen, leader dell'Anp, aveva chiesto all'Onu di accettare la Palestina come membro. L’Unesco è la prima agenzia delle Nazioni unite ad aver messo in agenda la questione dello status palestinese. Due leggi approvate negli anni ’90 dagli Usa, da sempre alleato fedele di Israele, vietano inoltre espressamente il finanziamento di qualsiasi organizzazione Onu che accetti la Palestina come membro a pieno titolo.

L'Unesco ora rischia di perdere 70 milioni di dollari del suo bilancio annuale (il 22%). "Non c’è alcuna speranza che il Congresso, controllato dai repubblicani, emendi la legislazione", aveva detto in mattinata, prima ancora del voto, una fonte Unesco. Ma la portavoce del dipartimento di Stato, Victoria Nuland, aveva ribadito: "Esistono linee rosse molto chiare nella legislazione e, se sono sorpassate nell’Unesco, tale legislazione viene attivata".

Gli Usa sono rientrati nell'agenzia solo nel 2003, dopo anni in cui il dipartimento di Stato parlava di "crescente disparità tra la politica estera Usa e gli obiettivi dell’Unesco". Nonostante il ventennio di boicottaggio, il presidente Barack Obama ha sempre considerato l’Unesco un’organizzazione di interesse strategico e un utile
strumento multilaterale per propagare i valori occidentali.