«Dopo la palestra c’è Pietro: ha quindici mesi e alla sera mi allena lui»

«In pedana mi chiamano killer, ma quando arrivo a casa sono una mamma super apprensiva, devo sempre assicurarmi che il mio Pietro abbia mangiato». Si descrive così Valentina Vezzali, campionessa mondiale e olimpica di scherma, che ha ripreso gli allenamenti a solo 18 giorni dal parto, agguantando la medaglia d’oro ai mondiali di Lipsia quattro mesi dopo. Il suo Pietro, 15 mesi, non è stato affatto un ostacolo: «Lui mi ha dato la spinta, facendomi sentire serena - racconta Valentina -. Il suo affetto e quello di mio marito mi aiutano tantissimo». Certo l’arrivo di Pietro ha cambiato le sue giornate: «Ci svegliamo alle otto, gli preparo il latte con i biscotti e poi corro ad allenarmi, lasciandolo insieme alla nonna». Dopo pranzo Valentina si concede una pennicchella con lui e insieme condividono anche il rito della merenda: «Yogurt non troppo freddo, lo tolgo dal frigorifero un po’ prima». Poi via di nuovo in palestra, ma l’allenamento continua anche dopo cena: «Pietro è iper-attivo, non mi dà tregua». Guardare la tv o leggere un libro sono rituali abbandonati da tempo e anche gli spazi di coppia si sono drasticamente ridotti: «Accade raramente che la famiglia sia tutta riunita - racconta Valentina -. Mio marito (giocatore della Nocerina in C2) è sempre via con la sua squadra e anche quando è a casa le nostre attenzioni sono tutte per lui». «Non dovrei dirlo - aggiunge - ma il piccolo dorme spesso con noi». Ora Valentina si sta preparando alla prossima competizione, i campionati mondiali di scherma che si apriranno a Torino il 30 settembre. Pietro l’accompagna nel suo ritiro di preparazione a Lignano Sabbiadoro: «Lo porto sempre con me, con l’approvazione della pediatra - dice-. Voglio che impari anche a stare con altra gente, non voglio tenerlo sotto una campana di vetro». Ma come, non ha detto di essere una mamma apprensiva? «È vero, lo confesso - ammette -. Però solo per quanto riguarda il cibo. È così alto e longilineo...».