Pali e Dispari, «ora giochiamo con le parole»

Tutto parte da una telefonata, una voce ti comunica che stai per diventare papà e il mondo ti si ribalta addosso. Dapprima, una breve fase di catatonia; poi il cervello si mette in moto per capire e affrontare la situazione. È questo lo spunto su cui i Pali e Dispari hanno costruito Appoggiati scomodi, al teatro Ciak. Chi voglia conoscere bene l'arte del duo ha a disposizione un'ottima chance. Perché di Capsula e Nucleo, le maschere che dal palco di Zelig hanno dato loro una congrua notorietà, non ci sarà traccia. «Qui siamo noi stessi, Angelo e Marco», dice il primo, che di cognome fa Pisani ed è il più basso dei due. «E con noi c'è un lavoro che nasce nell'esperienza di Favelas, il collettivo artistico che da tre anni proponiamo in città come momento di unione tra il cabaret e il teatro di ricerca». Una strada difficile, ma che comincia a dare soddisfazioni. «Il pubblico reagisce bene, sia quando vede che non siamo gli stessi di Zelig sia quando si tratta di entrare nello spettacolo. - spiega l'altro, cioè Marco Silvestri - C'è un approccio comico diverso - prosegue -: la prima sequenza è priva di parole. Il ritmo narrativo è rivoluzionato e, con esso, la catena delle battute e delle risate. È il nostro tentativo di ricerca, e dobbiamo dire che il pubblico pare seguirci». Alla regia Paolo Migone, altro volto noto di Zelig. Una scelta dettata da affinità elettive nel nome del surrealismo. «Paolo fa un tipo di comicità vicina a quella che vorremmo proporre qui - aggiunge Angelo -, dove il riferimento è al teatro dell'assurdo. Io e Marco abbiamo una passione viscerale per Scimone e Sframeli (duo di teatro contemporaneo siciliano), ci piacerebbe percorrere quella strada». Lo show dura un’ora, in una sequenza di cinque quadri scenici si gioca con le parole e con i loro suoni, ci si affida al linguaggio del corpo, si alternano sfondi colorati per passare da una situazione all'altra. E alla fine si racconta il dubbio di Marco, sulla paternità imminente del piccolo Dante.
Appoggiati scomodi
Teatro Ciak
fino al 1° aprile