Palin, fra le mail rubate lettera a Terminator

Violata la casella di posta elettronica della numero due di McCain Resi pubblici messaggi e recapiti di amici e collaboratori. Polemiche dei democratici

Una donna di potere, i suoi figli e i suoi consiglieri, pirati e messaggi rubati. Ci sono tutti gli ingredienti per far nuovamente impazzire i giornali. Gli hacker - i pirati informatici - hanno rubato le e-mail a Sarah Palin e lo show a Barack Obama.
«Certo, non è una grande idea governare uno Stato con una casella e-mail di Yahoo!». Così scrivevano ieri siti e forum Internet, dopo la pubblicazione di una notizia che ha creato l’ennesima tempesta mediatica attorno alla candidata vicepresidente repubblicana. Tra ieri e l’altro ieri un gruppo di hacker che si fa chiamare «Anonymous» sarebbe entrato nella casella di posta elettronica privata della governatrice dell’Alaska: gov.palin@yahoo.com.
Gli hacker si sono divertiti a mandare in giro per il mondo e-mail con il mittente Sarah Palin e poi hanno messo su un sito pubblico molte informazioni raccolte nella casella della candidata: dall’elenco dei messaggi ricevuti al testo di alcuni tra essi; da fotografie di famiglia alla lista dei contatti della numero due di John McCain, tra i quali figurano la figlia Bristol e il figlio Track, ma anche funzionari del governo dell’Alaska. Tra le e-mail «rubate» dagli hacker, c’è uno scambio di messaggi tra Palin e il suo vice governatore, Sean Parnell, sulla campagna di quest’ultimo per entrare al Congresso. C’è una e-mail di Amy Cornell, nominata dalla candidata consigliere per gli abusi di alcol e droga. La donna sostiene Palin, la incoraggia a non farsi abbattere dalla cattiva pubblicità dei mass media e le chiede di pregare per lei. Un’altra schermata mostra invece il messaggio di uno degli hacker a Ivy Frye, dello staff della governatrice: mette in guardia sull’intrusione nella casella.
I servizi segreti americani e l’Fbi hanno aperto un’inchiesta congiunta sull’accaduto, mentre i repubblicani lanciano accuse contro la violazione della privacy. Per ora, alcuni «contatti» della lista di Palin sono stati raggiunti dai giornalisti americani (e dall’Fbi): confermano di aver scritto le e-mail in questione. Il materiale - pubblicato dal sito WikiLeaks, che mette online fughe di informazioni legate ad amministrazioni e governi - se fosse originale confermerebbe le accuse pubblicate nelle settimane passate dalla stampa liberal americana: Palin avrebbe usato il suo account personale per comunicazioni amministrative. Il mese scorso, il Washington Post ha rivelato che gli assistenti della governatrice erano stati ripresi per l’abitudine di utilizzare indirizzi personali anziché quelli ufficiali. Secondo la legge, i funzionari governativi devono usare soltanto account ufficiali, più protetti, per questioni di trasparenza e di sicurezza. Invece, tra il materiale online compaiono e-mail di consiglieri su «sospensione delle tasse sul carburante» o la «bozza di lettera al governatore Schwarzenegger».
La questione delle e-mail «rubate» ha subito sollevato le critiche dei democratici, che si chiedono come la candidata possa garantire, nel caso diventasse vicepresidente, la segretezza di informazioni riservate su politica e sicurezza nazionali.