Palin, notte da regina: "Obama? Meglio io"

Il governatore dell'Alaska infiamma la convention repubblicana. Attacchi a tutto campo: "Andiamo a Washington con il favore dei giornalisti, ma per servire gli americani". McCain "incoronato"

St. Paul - E' un osso duro Sarah Palin. Sostenitori repubblicani e avversari democratici hanno scoperto questa notte che la giovane governatrice dell’Alaska è una combattente. L’ex seconda classificata nel concorso di Miss Alaska, per anni sindaco di una città da 5.500 abitanti, si è presentata ai delegati del partito repubblicano in Minnesota, dopo giorni di critiche, piovute da media e addetti ai lavori, per la sua scarsa esperienza e i mille guai della sua vita privata e professionale. Ma sul podio della convention, e di fronte a milioni di americani che l’ascoltavano in diretta tv, è stata impeccabile e spietata.

All'attacco "Sapete qual è la differenza fra una madre che guarda i figli giocare a hockey e un pitbull? - ha detto ai delegati - Il rossetto". Il suo compito era spiegare, in maniera credibile, perché il candidato repubblicano John McCain l’abbia scelta come vice, preferendola a una ventina di candidati più titolati di lei. Non solo lo ha fatto, ma si è paragonata, con sarcasmo, al candidato democratico Barack Obama, ridicolizzandolo per ambire a un ruolo più grande di lui. Il risultato è un discorso travolgente (e lunghissimo, 20 minuti) contro tutto e contro tutti, da Obama ai media che lo trattano come una rockstar squalificando i suoi avversari, dall’establishment di Washington ai lobbisti dei ponti che non portano in nessun luogo. "Io non vado a Washington per avere il favore dei giornalisti - ha detto Palin - io vado a Washington per servire gli americani". Gli attacchi ai media bastano a scaldare la platea, reduce da un intervento al vetriolo dell’ex sindaco di New York Rudy Giuliani contro Obama.

La famiglia E da quel momento in poi per Palin è tutta discesa. Si può concedere il lusso di presentare la sua famiglia, presente in sala, compresa la diciassettenne Bristol, lo scandalo della settimana, incinta di cinque mesi e promessa sposa a forza con il fidanzatino Levi, liceale come lei. C’è anche lui in sala, e al termine dell’intervento sale insieme alla famiglia sul palco. Icona del movimento antiabortista, Palin, ha salutato la convention con il figlio neonato in braccio, affetto dalla sindrome di Down. "Trig, un bambino perfetto e bellissimo", lo aveva definito nel suo intervento. Se McCain l’ha scelta è soprattutto per conquistarsi i favori di una porzione essenziale dell’elettorato repubblicano: gli evangelici, gli integralisti della destra religiosa. Sono i voti che hanno garantito al presidente uscente George W. Bush i suoi due mandati a Washington.

Contro Obama Ma il vero bersaglio di Palin è Obama e sua moglie Michelle. Attacca l'impegno sociale del candidato democratico, poi bolla come opportunista la promessa di cambiamento. Obama, dice, su quella parola ci si costruisce la carriera, mentre McCain "ha speso l’intera carriera per cambiare il paese". Bollata di inesperienza, ha risposto con la stessa moneta: "Obama ha scritto due autobiografie, ma nessuna legge o riforma significativa, neppure nel Senato dell’Illinois" ha detto. "Il suo nome è scritto soltanto su spille e adesivi, su sigilli presidenziali finti, disegnati dal suo comitato elettorale". Nel mirino c’è anche l’Obama elitario, che ha studiato in università prestigiose e "che parla una lingua diversa a Scranton (nella Pennsylvania operaia) e a San Francisco". 

Eroina Il discorso di Palin è in realtà opera di Michael Gerson, lo speech writer preferito dal presidente George W. Bush durante il primo mandato e la campagna per la rielezione del 2004. L’incognita su Palin è la sua resistenza all’urto di conferenze stampa, dibattiti e alle conseguenze dei piccoli e grandi scheletri nel suo armadio, quelli che hanno già convinto gli scommettitori a puntare sul suo ritiro nelle prossime settimane. Per una notte esce da nuova eroina repubblicana, la prima donna mai candidata alla vice-presidenza nel partito.

Incoronato McCain McCain è salito sul palco della convention di St. Paul, per incassare una standing ovation. Il protocollo non prevede che il candidato si presenti alla convention che nella quarta giornata, ma, come aveva fatto una settimana fa il rivale democratico Barack Obama a Denver dopo il discorso di Joe Biden, suo vice, McCain ha fatto un’eccezione. "Non pensate che abbiamo fatto una grande scelta per la vice-presidenza?" ha chiesto ai delegati che ruggivano sì. Quando gli applausi sono sfumati e la diretta tv è finita, i delegati della convention hanno votato la candidatura di McCain e Palin alle presidenziali, all’unanimità.