La Palin supera l'esame nel duello con Biden

Nonostante i pronostici, la vice di McCain ha saputo tenere testa al numero due di Obama nel dibattito di giovedì sera. Lui ha reagito con solidità. La Palin piace al 54% degli ascoltatori, ma il 51% ha trovato Biden più convincente

Sarah brava e divertente; Joe solido e rassicurante. Missione compiuta, per entrambi. Un pari? Non esattamente. Piuttosto una doppia, paradossale vittoria e per questo probabilmente ininfluente sulla campagna elettorale. Manca un mese esatto al 4 novembre, il giorno delle elezioni, e ora la partita è tutta tra i senatori John McCain e Barack Obama.

Ma quella di giovedì è stata la notte dei due vice, che ha catturato l'attenzione di 28 milioni di americani, un terzo in più rispetto a quanti una settimana fa avevano seguito il confronto tra i due candidati alla presidenza. Si aspettavano gaffe e polemiche. Niente da fare: Biden e la Palin sono stati molto più bravi del previsto e sono riusciti a essere interessanti senza cadere nel grottesco.

Tutti gli occhi, in realtà, erano puntati su Sarah, dopo le ultime disastrose interviste televisive in cui era parsa goffa, e impreparata. Ma improvvisamente è ricomparsa la Palin ammirata durante la Convention repubblicana dei primi di settembre: sbarazzina, energica, anticonformista. Un ciclone, per una serata, sotto controllo.

Ha dato il meglio di sé, soprattutto nella gestualità e nel linguaggio. Ha strizzato l'occhio ai telespettatori, arricciato il naso, scosso la testa e ha parlato il gergo «che le famiglie utilizzano la sera mentre discutono attorno al tavolo della cucina». Per contraddire Biden se n'è uscita con «it ain't so Joe», lo slang per dire «non è così». E ancora: anziché dire «ne sono certa», ha ripetuto più volte «ci puoi scommettere». Ha parlato come una Hockey Mom ovvero una madre che accompagna il figlio alla partita di hockey (o di calcio) e passa ore ad attenderlo a bordo campo. «È giunto il momento che l'americano qualunque, il Joe Six-Pack (che acquista confezioni da sei lattine di birra) sia finalmente rappresentato alla vice-presidenza», ha dichiarato con piglio energico. Come dire: «Vi capisco, sono una di voi», «vengo dall'Alaska ovvero dall'America di provincia che non ha nulla da spartire con l'establishment di Washington». La crisi finanziaria? «È dovuta ai predatori finanzieri, avidi e corrotti. Dobbiamo fermare tutto ciò, unirci e dire mai più». In Irak, «bisogna restare e non alzare bandiera bianca come vuole Biden».
Missione compiuta. Il 54% degli ascoltatori l'ha trovata simpatica, comunicativa e l'84% ritiene che si sia comportata molto meglio del previsto, secondo il sondaggio della Cnn, confermato nella sostanza da quello della Cbs.

Ma al contempo, il 51% ritiene che Biden sia riuscito a esprimere in maniera più convincente idee e programmi rispetto alla Palin, ferma al 36%. Sarah è riuscita a dimostrare di essere davvero vicina al popolo, Joe di conoscere meglio la strada per portare l'America fuori dalla crisi, mostrandosi presidenziale, sicuro, calmo; le qualità richieste dall'opinione pubblica in frangenti come questi. È risultato più competente su tutti gli argomenti, tranne uno: l'energia, il cavallo di battaglia della governatrice dell'Alaska, che però in questo momento non è al centro dell'attenzione del popolo americano, che ha una sola preoccupazione, l'economia. E su questo terreno il compito del duo McCain-Palin è davvero arduo. Deve dimostrare di non aver nulla da spartire con la presidenza Bush e per riuscirci non ha che un modo: attaccare, confondere le idee agli elettori, seminare il dubbio sulle reali intenzioni di Obama.

Sarah ci ha provato nel ruolo che predilige. Determinata e scaltra: più volte ha evitato di rispondere nel merito alle domande, senza però risultare sfuggente. Non ha attaccato formalmente Biden, ma non ha rinunciato a ronzargli attorno, con l'accennata irriverenza della sorella minore nei confronti del fratello maggiore che in pubblico è costretto a trattenersi. Ha dominato la scena, appassionata, viscerale, con una punta di accattivante civetteria. Ma la sua irruenza ha finito per esaltare la stabilità di Biden e la linearità delle sua analisi, lasciando il verdetto aperto e il ricordo di una serata tutt'altro che banale.

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