«Palla alla Cassazione»

(...) l’autonomia, su quelli costituzionali la cosa è molto più seria. La Costituzione è superiore a qualsiasi ordinamento».
I motivi addotti dal giudice civile per sospendere la sentenza Caf sono di materia costituzionale. Ad esempio l’utilizzabilità delle intercettazioni.
«Forse il problema delle intercettazioni non ha natura costituzionale. Sulle intercettazioni c’è una chiara legge sulla privacy, ma mi pare di aver capito che in questo caso siano state omesse le parti di natura strettamente privata».
Sono state però usate intercettazioni fatte per procedimenti diversi. Pare che la Corte Costituzionale abbia chiaramente detto che non si può.
«Bisognerebbe leggere attentamente cosa ha detto la Consulta. Mi pare comunque un passo più difficile da sostenere, proprio perché la peculiarità del procedimento disciplinare sportivo prevede che si possano usare anche prove che in campo penale non si potrebbero accettare».
C’è l’altro punto dubbio. Il giudice deve essere «terzo», equidistante tra accusa e difesa. Ma in camera di consiglio della Disciplinare, in primo grado, c’erano gli esponenti dell’accusa.
«Su questo aspetto non ho ancora capito come siano andate davvero le cose. La presenza dell’accusa al momento della decisione violerebbe chiaramente il principio di terzietà del giudice. Anche se poi andrebbe chiarito se le carte federali, e quindi se l’autonomo ordinamento sportivo, prevede magari la presenza degli accusatori al fianco dei giudici».
Il giudice non è «terzo». Nel senso che è nominato dalla Figc, come l’accusa.
«Non c’entra. L’ordinamento particolare sportivo lo prevede, e questo ordinamento è stato accettato».
La Disciplinare ha lasciato intendere di essersi riunita prima ancora di iniziare il processo.
«In questo caso, se fosse davvero così, gli avvocati del Genoa avrebbero dovuto ricusare subito i giudici, chiedere di verificare se era un processo accettabile».
Era una delle eccezioni preliminari rigettate dalla Caf.
«Credo dovesse essere fatta subito, un illustre avvocato come Coppi avrebbe chiesto la ricusazione».
Il giusto processo... La vicenda dei bigliettini non sembra dare troppe garanzie in questo senso.
«Mi pare si tratti di un malcostume incredibile, eventualmente attribuibile a personaggi di altissimo livello della magistratura italiana. Ma, sempre eventualmente, il passaggio sarebbe avvenuto tra membri dello stesso collegio, e ciò non pregiudicherebbe la terzietà del giudizio. Certo, in campo penale avrebbe portato alla sospensione o alla ricusazione dei giudici. In ambito sportivo pare soprattutto una questione di stile».
Se la magistratura civile e la Figc procedessero su due strade diverse e contrapposte?
«Una delle due parti, credo la Figc, solleverebbe la questione di giurisdizione di fronte al Tar del Lazio, che chiederebbe una pronuncia della Cassazione».
E il campionato iniziato potrebbe essere bloccato?
«In questi casi la giustizia ha dimostrato di saper essere molto rapida, la decisione potrebbe anche arrivare in tempo».