Pallanuoto, per il Setebello il 2010 è stato l'anno della rinascita

Il ct Alessandro Campagna: spero che i risultati siano di slancio per il prossimo anno così da garantire una stabilità duratura nell'elite della pallanuoto internazionale

Per il Settebello il 2010 è l'anno della rinascita: l'Italia è argento europeo a Zagabria, come a Budapest 2001. Gli azzurri tornano su un podio internazionale sette anni dopo il secondo posto dei Mondiali di Barcellona 2003. Dati che danno la dimensione dello straordinario risultato della giovane ma già grande Nazionale di Alessandro Campagna, che ha ceduto solo alla Croazia del maestro Ratko Rudic, prima nel girone eliminatorio 8-5, poi in finale 7-3, peraltro a Zagabria, davanti a 5000 tifosi nella storica piscina della Mladost. «I risultati del 2010 mi auguro diano slancio ed entusiasmo a tutto il movimento - spiega Campagna - stiamo fronteggiando un periodo di crisi economica e ci sono tante difficoltà per sostenere il movimento. Per questo, i risultati delle nazionali in uno sport come il nostro sono molto importanti per dare maggiore visibilità sia a livello mediatico che di sport nazionale. È per questo che dobbiamo diventare un modello di riferimento nel "sistema sport" attraverso il lavoro e la crescita dei nostri talenti. In Italia ci sono molti giocatori e, attraverso una giusta selezione e una metodica di lavoro efficiente, si può garantire negli anni una stabilità duratura nell'elite della pallanuoto internazionale. Tutti i nostri sforzi, sia federali, che di tecnici e societari, saranno rivolti al conseguimento di tali obiettivi. A livello agonistico, nel 2011 saremo impegnati duramente nella World League e nel campionato del mondo di Shanghai, importanti tappe verso la qualificazione olimpica. Avremo solo quattro posti a disposizione tra le due manifestazioni e tutto il nostro impegno sarà orientato per il conseguimento, seppur difficile, di questo risultato».