Pallanuoto, la storica Mameli sotto mezzo milione di debiti

Soci costretti alla colletta per consentire alla squadra di andare in trasferta. Fine di un sogno nato nel 1904

(...) della segreteria che appare disordinata, senza criteri oggettivi... il conto economico fornito dal presidente Zanardi riporta una situazione debitoria gravissima, se rapportata alle capacità finanziarie della Società, che ammonta ad oltre 400 mila euro. Ai quali è necessario aggiungere diverse voci omesse per un importo di circa 100 mila euro... indebitamento anche precedente non tutto imputabile a Zanardi che però, non lo ha limitato e non ha saputo contenere il danno anzi, ha accentuato in negativo... alcuni creditori sono già passati alle vie di fatto...». Questo in una sintesi molto stringata in quanto la relazione letta da Boccone è di ben 10 fogli. Ne esce fuori un quadro tragico. Nel giro di poco l’assemblea, a cui partecipano anche alcuni amministratori di Municipio, assume presto toni infuocati. Zanardi, che forse, scavalcato dalle elezioni credeva di essersi affrancato dalla situazione, sorpreso dalla precisione con la quale Boccone lo attacca, sembra spiazzato. Il suo vice, l’avvocato Davide Baiardo, ha già lasciato la sala.
Molti i punti critici: mancato versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali nei confronti dell’Enpals, dell’Inps e dell’Inail; iscritti con importo inferiore i debiti con l’Agenzia Grondona, con la Fin Regionale e Nazionale, con atleti e collaboratori relativamente al mese di aprile e in parte per alcuni anche per i mesi precedenti e diversi debiti sotto i 1000 euro che pure risultano allo stato dei fatti contratti e insoluti; un’agenzia di viaggi chiede 12 mila euro altrimenti è costretta a licenziare 2 persone e via di questo passo, si arriva a mezzanotte. Curioso è l’atteggiamento romantico verso la squadra di pallanuoto tanto che, con estremo orgoglio, l’economo Gragnòa grida: «La squadra si recherà lo stesso a Bologna e cercherà di vincere, abbiamo racimolato i soldi per il viaggio e...». Intervento impopolare. Dal pubblico in coro: «Speriamo di non vincere, ma sei matto? Se vinciamo dovremo recarci a Messina per i Play Out e con quali soldi per il viaggio? Cosa stai dicendo... meglio la serie “B”, anzi la “C” o, ancora meglio, sospendere l’attività pallanuotista per alcuni anni fino a bilancio risanato». Un colpo al cuore per una società che è stata nella sua lunga storia 3 volte in finalissima in serie A e ha avuto olimpionici come Lello Steardo, o Paolo Ragosa, campione del mondo e d’Europa soltanto per citare gli ultimi.
Ma chi è che può risanare un deficit di tale entità? Nessuno. Il presidente del Municipio azzarda: «Andremo dalla sindaco Vincenzi, vediamo cosa ci consiglia di fare». Il farmacista dottor Corelli: «Mi sono prodigato in tutti i modi, ho versato tanti dei miei soldi, molti credetemi, adesso basta». L’arbitro Patrone: «Sono costretti a giocare a Bologna, lo dice il regolamento, altrimenti arrivano le sanzioni». «Hanno comprato giocatori costosissimi che non hanno reso niente, volevamo salire e siamo retrocessi», è la frase che si sente di più. Anche i critici più avversi, in questo momento, hanno invertito rotta e si allineano al dolore dei tifosi, la giornata uggiosa intristisce ancor di più l’atmosfera.