Una pallottola avverte: «Pagate o morirà»

Nuovo segnale dai banditi. Al setaccio le grotte della Barbagia: l’allevatore rapito sarebbe nascosto lì

Daniele Casale

da Nuoro

Buio pesto, finora. Nessuna traccia, ogni pista rimane aperta sul sequestro di Giovanni Battista Pinna, l'allevatore di 37 anni rapito martedì pomeriggio mentre si trovava nel suo ovile, nelle campagne di Bonorva, nel Sassarese. E si affacciano anche i primi sciacalli: ieri mattina nella caserma dei carabinieri di Bolotana, piccolo centro del Nuorese, è arrivata una lettera con una pallottola di Winchester con scritto a normografo «pagate o morirà». La missiva non era affrancata ed è stata subito presa in consegna dai militari del Ris, che ora dovranno stabilire se si tratta di un messaggio dei rapitori o l'opera di qualche mitomane. Intanto, le battute e i rastrellamenti proseguono senza sosta per trovare anche il minimo indizio che porti gli investigatori a seguire un percorso preciso.
Gli squadroni dei Cacciatori di Sardegna assieme alle squadriglie della polizia stanno perlustrando diverse località ritenute sospette tra le province di Sassari e Nuoro. E proprio in qualche grotta della Barbagia, da sempre la zona preferita dall'Anonima negli anni «d'oro» dei sequestri, sarebbe stato già nascosto il 37enne di Bonorva. Al sicuro da binocoli, dal fiuto dei cani-poliziotto e dagli elicotteri. E continuano le indagini per capire come effettivamente sia avvenuto il rapimento. Ieri il padre e una delle sorelle di Pinna sono stati portati nella caserma dei carabinieri del paese per essere sentiti ancora una volta. Gli investigatori vogliono approfondire alcuni particolari per tentare di far luce su un sequestro che si presenta ancora difficile da interpretare. Sulla vicenda è intervenuto anche il questore di Sassari, Cesare Palermi, che al termine di un incontro con il sindaco di Bonorva ha assicurato che le forze dell'ordine faranno tutto il possibile per riportare il concittadino in paese. Palermi ha voluto anche precisare che se in questi ultimi dieci anni non si sono più verificati sequestri di persona il merito è soprattutto della «fermezza della linea» adottata dalle istituzioni che hanno scoraggiato qualsiasi tentativo. E stasera tutti a Bonorva scenderanno in piazza con una fiaccola in mano in segno di solidarietà per Giovanni Battista. Un segno per chiedere ai nuovi «ladri di uomini» di «riaccendere nei loro cuori» i sentimenti di fratellanza e vera umanità liberando al più presto l'allevatore. L'iniziativa è stata presa dal parroco di Bonorva don Salvatore Ruzzu. La manifestazione è fissata per le 20,30 e il sacerdote ha invitato tutti i fedeli a percorrere con lui le vie del paese. Daniele Casale