Il pallottoliere Come cambiano gli equilibri

Il governo è salvo, ma il risultato è da prendere con le pinze. Nonostante la mozione di sfiducia dell’opposizione sia stata respinta, infatti, per la prima volta nella legislatura il centrodestra non ha la maggioranza assoluta. Sui 630 deputati, in Aula erano presenti in 603. Tra questi, ci sono stati 528 votanti (299 contrari, 229 favorevoli) e 75 astenuti. Per raggiungere la maggioranza assoluta (316 deputati), mancano al centrodestra 17 voti. I 299 presenti si dividono in 231 pidiellini, 58 leghisti, 2 finiani di governo (Ronchi e Urso) e gli 8 del gruppo misto (Liberaldemocratici, NoiSud e Adc). A questi, andrebbero aggiunti tre deputati in missione (il repubblicano Nucara e i due Pdl Antonione e Pecorella) e i 4 pidiellini assenti (Angelucci, Malgieri, Nola e Palmieri). Non sufficienti: il centrodestra così arriverebbe a 306 parlamentari. Ne mancano ancora una decina. Il che non significa che il governo cadrà domani, ma che - se un giorno gli astenuti dovessero votare compatti per la sfiducia - l’esecutivo andrebbe a casa. Un’ipotesi al momento scongiurata dagli stessi finiani, che giurano di non aver intenzione di pugnalare Berlusconi. Ma comunque un’ipotesi possibile, una spada di Damocle. Bisogna quindi far di conto, sia a destra che a sinistra. Eventualmente facendo partire la cosiddetta «campagna acquisti» per allargare la maggioranza. Certo, anche Futuro e libertà si trova alle prese con il pallottoliere. Dei 33 finiani (la 34esima, Chiara Moroni, ha aderito giusto ieri, dopo aver annunciato la sua intenzione di non partecipare al voto), in 25 si sono astenuti, 2 hanno votato con il Pdl in quanto membri del governo e 6 erano assenti (Tremaglia, Angeli, Divella, Consolo e i due deputati in missione Menia e Buonfiglio). Tra gli astenuti, che si sono fermati a 75 smentendo chi parlava di 84 parlamentari, anche i 37 centristi di Casini, 7 rutelliani, 5 dell’Mpa e l’indipendente Merlo.