Palmeri, lo stakanovista di Palazzo Marino

In due anni non ha mai saltato una votazione. Salvini tra i più assenti

Almeno una cosa da Guinness il Comune ce l’ha. È il presidente del Consiglio Manfredi Palmeri (Fi) che con le sue 1.095 votazioni su 1.095 e il 100 per cento che ne consegue, ha stabilito un primato sicuramente non battibile (per ovvie questioni matematiche), ma anche difficilmente eguagliabile. Due anni di aula, dunque, e mai una seduta persa. Ma, e questo è ancor più sorprendente, nemmeno un voto sprecato. Roba da Stakanov del pulsante. In fondo alla classifica, e questo era sicuramente più prevedile, l’oggi premier Silvio Berlusconi. Recordman delle preferenze il giorno delle elezioni (52.577, quando il secondo fu il vicesindaco Riccardo De Corato con 8.603) e oggi delle assenze, dovute ad ovvie altre occupazioni. Per lui, comunque, 8 votazioni fino al momento della decisione di lasciare il seggio a chi lo può occupare con più costanza. Il secondo posto nel premio fedeltà tocca a un altro azzurro, quel Gianfranco Baldassare presente al 98,17 per cento delle votazioni (1075), mentre terzo si classifica l’udc Pasquale Salvatore (97,53 per cento e 1068 votazioni). Tra i più assenti Moni Ovadia, dimessosi il 10 luglio 2006, e Matteo Salvini, il capogruppo della Lega forse più impegnato nella conquista della fiducia dei milanesi che alle ultime elezioni hanno infatti fatto volare il Carroccio. Solo 316 votazioni anche per Giovanni Bozzetti (An), mentre il suo capogruppo Carlo Fidanza si piazza quarto al 92 per cento, seguito da Claudio Santarelli (Lista Moratti), Marco Osnato (An) e Paolo Gradnik (Lista Moratti). Primo nel centrosinistra Andrea Fanzago (Pd) nono, seguito dal verde Maurizio Baruffi e da Basilio Rizzo (Lista Fo). Ultima Milly Moratti (Lista Ferrante), la consigliera cognata.