Palmi, uomo ucciso a fucilate. Ferito un bimbo

L'agguato è avvenuto tra Palmi e Gioia Tauro. La vittima, Saverio Arfuso, 43 anni, risiedeva a Parma dove
lavorava come cuoco. Quando il killer è entrato in azione stava rientrando a casa insieme alla convivente e al figlio della donna

Reggio Calabria - Agguato la scorsa notte nel tratto di spiaggia al confine tra Palmi e Gioia Tauro. Il bilancio è di un morto e di un ferito grave. Quest’ultimo è un bambino di 11 anni, che si trova ricoverato presso gli Ospedali riuniti di Reggio Calabria, dove i medici lo hanno operato alla schiena. Le sue condizioni sono gravi, ma non sarebbe in pericolo di vita. La vittima si chiamava Saverio Arfuso, 43 anni, di Seminara che risiedeva a Parma dove lavorava come cuoco.

L'agguato Quando i killer è entrato in azione la vittima era in compagnia di una donna, separata dal marito, che aveva con sé il figlio di 11 anni. Il ragazzo, in un primo momento, è stato ricoverato a Gioia Tauro, ma poi è stato trasferito a Reggio Calabria. A sparare è stato un uomo con il volto coperto da un cappuccio. L’agguato è scattato mentre Arfuso stava rientrando a casa a bordo di un’auto Peugeout 207. Arrivati davanti al cancello esterno, la compagna è scesa per aprirlo. Una volta che l’auto condotta da Arfuso e con il bambino seduto sul sedile posteriore è entrata nello spiazzo antistante la costruzione, un uomo incappucciato e armato di fucile è uscito da dietro una siepe, ha spinto la donna, aperto il cancello e, giunto a fianco del lato guida della vettura, ha sparato i quattro colpi di fucile raggiungendo Arfuso alla testa ed al tronco. Un pallettone ha ferito il bambino.

Le condizioni del bimbo Rimarrà in osservazione per almeno 24-48 ore il bambino di 11 anni colpito accidentalmente dal proiettile di fucile. Il direttore sanitario degli ospedali riuniti di Reggo Calabria Vincenzo Trapani Lombardi definisce "discrete" le sue condizioni. Il bambino è stato sottoposto a un intervento chirurgico per l’asportazione della pallottola che si era fermata vicino al polmone, ma senza provocare lesioni a organi vitali. La prognosi rimarrà riservata per il tempo sufficiente a escludere complicanze vascolari o ematomi. Il bambino è cosciente anche se in evidente stato di choc per l’episodio di cui è stato protagonista.