Palmiro Togliatti non fu affatto «Il Migliore»

Il 21 agosto ricorre la morte di Palmiro Togliatti, esponente storico del Partito Comunista Italiano soprannominato «Il Migliore». Ma Togliatti non fu affatto «Il Migliore».
La terribile presa di posizione politica di Palmiro Togliatti, recentemente ricordata da Antonio Albanese sulla rivista Area, condannò a morte migliaia di italiani dell'Armir, sacrificati dal «Migliore» al cinismo politico. Infiniti furono i lutti arrecati alla società italiana che usciva dalla guerra.
Le cifre ufficiali parlano infatti di 26.115 morti, 43.166 feriti e 63.684 dispersi: i soldati impiegati al fronte sono stati 29mila. Sono questi i numeri dello Csir (Corpo di spedizione italiano in Russia) e poi dell'Armir (Armata italiana in Russia), le due spedizioni del Regio Esecito Italiano sul fronte orientale tra il 1941 e il 1943. Una tragedia immensa per tutta l'Italia che usciva dal dramma della Seconda guerra Mondiale e, in particolare, per chi si trovò ad avere un congiunto - padre, figlio, fratello - coinvolto e annoverato tra i dispersi mai restituiti al loro dolore. Solo nel 1946, a guerra conclusa, l'Unione Sovietica consentì il rimpatrio di circa 10mila prigionieri di guerra italiani. Per gli altri, l'oblio, la disperazione e l'avvio di una lunga campagna di sensibilizzazione promossa dai reduci per la restituzione delle salme dei Caduti.
Solo nel 1989 fu possibile dalle autorità russe l'accesso a 72 dei tanti cimiteri di guerra italiani in quel territorio e iniziarono le operazioni di rimpatrio di circa 4.000 salme.
A questo proposito vale la pena di ricordare le espressioni usate in uno scambio di lettere, venuto fuori dall'archivio del Comintern nel 1992, tra il leader del PCI Palmiro Togliatti e Vincenzo Bianco, il quale chiede al «Migliore» (sic!) di risolvere politicamente la questione dei prigionieri dell'ARMIR che rischiavano lo sterminio nei gulag sovietici sotto la supervisione dei commissari politici italiani guidati, appunto, da Togliatti. La terribile risposta del leader comunista è riportata nel libro di Francesco Bigazzi e Eugenj Zhirnov Gli ultimi 28: «Se un buon numero di prigionieri morità in conseguenza delle dure condizioni di fatto non ci trovo assolutamente nulla da dire... il fatto che per migliaia e migliaia di famiglie... la spedizione contro la Russia si concluda con una tragedia, con un lutto personale, è il migliore e il più efficace degli antidoti».
Parole terribili che condannarono a morte molti militari dell'Armir che ancora oggi non sono rientrati in Patria.
Parole di chi qualcuno ricorda ancora come «Il Migliore»...