Palombarini, toga vicina ai no global Criticò anche D’Alema per il Kosovo

Massimo Malpica

da Roma

«Inutile provocazione», «dannosa spettacolarizzazione», «forzatura strumentale». Dalla Cdl piovono critiche sulla «messa in scena» delle unioni civili, con magistrati e politici come attori, che sarà il clou di «Tutti in Pacs!», la manifestazione per promuovere il riconoscimento giuridico dei patti di convivenza che si terrà a Roma il prossimo 14 gennaio, in piazza Farnese, condotta da Alessandro Cecchi Paone.
All’incontro, organizzato tra gli altri dall’Arcigay, prenderà infatti parte anche Giovanni Palombarini, magistrato della Corte suprema di cassazione, che «celebrerà» una decina di «falsi Pacs» tra altrettanti politici - gay ed eterosessuali - e i rispettivi partner. L’idea non è certo nuova, ma la scelta di «ritualizzare» la simulazione di unione civile con un alto magistrato e con rappresentanti delle istituzioni (c’è di tutto: esponenti del parlamento europeo, deputati, consiglieri regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali) sembra fatta apposta per fare molto rumore. E infatti così è stato.
L’Arcigay ha difeso la sua decisione di affidare il ruolo dell’«ufficiale civile» per i patti di convivenza a Palombarini, ricordando che proprio la Cassazione, in una recentissima sentenza, ha sancito che le coppie di fatto costituiscono una «significativa evoluzione sociale», e che nelle unioni civili si esprimono caratteri e istanze analoghe a quelle della famiglia. «Sono molti i politici - spiega il responsabile per i Pacs di Arcigay Alessandro Zan - che vivono in coppie di fatto, eppure sul tema c’è molta ipocrisia. È per questo che abbiamo chiesto ad alcuni di loro di unirsi simbolicamente in Pacs con il proprio partner, come impegno futuro per una legge sulle unioni civili». Ma la scelta di schierare anche un «ermellino» per promuovere la battaglia sul riconoscimento dei diritti per i conviventi non raccoglie favori nel centrodestra. Dove alla disponibilità a cercare forme di tutela per le unioni di fatto si accompagna l’invito a non spettacolarizzare le rivendicazioni, e soprattutto a non attaccare il matrimonio e la famiglia tradizionale. Così il candidato di An per le prossime comunali di Roma, il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, considera «negativo» che Palombarini, «giudice della Corte di cassazione, si presti a una manifestazione trasgressiva, sia pure simbolicamente, delle norme vigenti in tema di famiglia».
Il prossimo sfidante di Veltroni ricorda come non sia giusto «discriminare nessuno, compresi gli omosessuali», ma ammonisce: «Bisogna far sì che le forme di queste convivenze non rappresentino strumenti di aggressione dell’istituto della famiglia fondata sul matrimonio». «È questo un principio costituzionale che innanzitutto i componenti della Suprema corte dovrebbero difendere - conclude Alemanno - evitando provocazioni che rischiano di avvelenare il civile confronto su questioni così delicate». Il predecessore dell’esponente di An al dicastero di via XX settembre, Alfonso Pecoraro Scanio, difende invece la presenza del magistrato di Cassazione all’incontro del 14 gennaio. Il leader dei verdi sostiene che «anche i giudici hanno pieno diritto di manifestare le proprie idee, come sancito dalla nostra Costituzione» e annuncia la presenza del suo partito alla manifestazione.
Ma è ancora da An, con il presidente della federazione romana, Vincenzo Piso, che si critica la presenza attiva di un magistrato per l’iniziativa di piazza Farnese, che punta a «sensibilizzare sulla questione delle coppie di fatto ricorrendo alla spettacolarizzazione», e dunque danneggiando «proprio la ricerca di forme di tutela compatibili con l’inattaccabile valore costituzionale della famiglia naturale».
Chiude Francesco Giro, responsabile di Forza Italia per i rapporti con il mondo cattolico, secondo il quale «portare i Pacs in piazza è una forzatura». «Anche su questo - sostiene Giro - saranno i cittadini italiani a giudicare con il loro voto alle politiche».