Palombi, il sostituto Radames: ho avuto grande sangue freddo

Il cantante è stato mandato sul palco in jeans. «Impatto sconcertante, mi ha aiutato il sorriso di Chailly»

Piera Anna Franini

da Milano

Già l’indomani della prima scaligera, dedicata ad Aida di Giuseppe Verdi, il tenore Roberto Alagna (nel ruolo di Radames) aveva messo in guardia tutti. A proposito del dissenso dal loggione aveva dichiarato: «Quel buu era preparato e scommetto che si ripeterà nelle repliche future». Conoscendo i trascorsi del cantante (uso ad alzare i tacchi quando fiuta qualcosa che non va) e l’impellenza della sua personalità, è probabile che i Radames del secondo cast abbiano iniziato a prepararsi per il colpo. Che però nessuno s’aspettava fosse così grosso: Alagna ha piantato in asso la Scala dopo l’aria Celeste Aida. Così, il tenore Antonello Palombi senza aver riscaldato la voce, un filo di trucco e il costume da guerriero egizio, s’è ritrovato in palcoscenico duettando con un’allibita Amneris. Palombi era lì, dietro le quinte e ha scorto Alagna «mentre provava ad andarsene dal lato sinistro ma era chiuso, quindi si è precipitato dall'altra parte. Pensavo stesse male», racconta. La cosa era invece chiara al direttore di scena che ha spinto il tenore sul palco, così come si trovava: «L'impatto è stato sconcertante, io vestito di nero in mezzo a tutto quell'oro, quel luccichio, mi sentivo come nudo come se tutti gli occhi fossero puntati su di me, mi sentivo solo», ancora Palombi. Test di coraggio superato anche grazie all’incoraggiamento dei colleghi, a partire da Amneris che – paradossalmente – s’è ritrovata a cantare al nuovo Radames l’aria: «Quale insolita gioia nel tuo sguardo». Chailly, prosegue il tenore, «mi ha avvolto in un grande sorriso, con un gesto di approvazione». L’applausometro ha poi confermato anche la promozione del pubblico. Palombi, umbro, 45 anni, innumerevoli volte Radames, a Venezia, Ravenna, Berlino e oltre Oceano, non è tipo da metterla giù dura. Nel fare un bilancio della serata s’è limitato a un: «Sono contento perché ho dato prova a me stesso di aver grande sangue freddo. Ho capito cosa vuol dire comportarsi da uomo». Un debutto senza i brindisi di rito, perché «non si festeggia sulle disgrazie degli altri», ha spiegato. In questi giorni si alternerà a Walter Fraccaro, alla Scala lo scorso aprile per Tosca. Palombi, invece, ritornerà a Milano nel 2008 per Manon Lescaut, anche lì era destinato a fare il secondo di Alagna.