Palpeggia alunna in classe Il prof è accusato di stupro

Molestata davanti ai compagni di un liceo privato: l’insegnante, già sospeso, a giudizio immediato

(...) Giugno, ultimo giorno di scuola. L’insegnante - supplente di lingua straniera arrivato da qualche mese - è in aula e sta per concludere la lezione. Al suono della campanella, iniziano le vacanze.
Come in altre occasioni da quando è entrato in quell’istituto - un noto liceo scientifico privato - il professore manifesta un interesse non esattamente pedagogico nei confronti delle proprie alunne. Le avvicina, scherza in maniera ambigua, cerca un contatto fisico. Poi, con una di loro, passa il segno.
Si affianca a una studentessa di 14 anni e le tocca il seno. Lo fa, però, davanti alla classe, senza rendersi conto che quel gesto lo vedono in molti. Perché i compagni della ragazza si accorgono della molestia, le parlano e - nonostante la giovane sia in imbarazzo - la convincono a confidarsi con i suoi genitori.
Lei, spaventata, riferisce l’episodio alla madre, che decide di sporgere denuncia contro l’insegnante. Viene aperto un fascicolo dal pubblico ministero Marco Ghezzi - a capo del pool di magistrati che si occupano di reati contro i «soggetti deboli» - che iscrive l’uomo nel registro degli indagati con l’accusa di violenza sessuale.
E sono proprio i compagni di classe della giovane, ascoltati dal magistrato, a confermare la versione della ragazza che a settembre ha compiuto i 15 anni. È vero - raccontano al pm - che il supplente le ha palpato il seno, come è vero che anche in altre occasioni l’uomo ha tentato delle avances con alcune studentesse. Ma mai, pare, era arrivato a tanto.
Così parte l’inchiesta, che «costa» al supplente una sospensione temporanea dall’insegnamento. Una misura cautelare stabilita dal giudice per le indagini preliminari, che - in attesa di una sentenza - nelle scorse settimane ha interrogato l’uomo. La versione dell’indagato è che si sia trattato di semplici «attenzioni», e mai di vere e proprie molestie. Nonostante questo, il pm Ghezzi ha chiesto che a carico dell’insegnante venga disposto il giudizio immediato, un procedimento alternativo che permette al giudice di disporre immediatamente il processo sulla base dell’evidenza della prova, saltando la fase dell’udienza preliminare. In altre parole, la Procura ritiene di aver raccolto elementi sufficientemente fondati per sostenere l’accusa contro il 43enne. Che, a questo punto, può chiedere di essere giudicato con rito abbreviato o attraverso il patteggiamento, così da ottenere lo sconto di un terzo della pena.