Panariello: «Vorrei uno show in Rai»

Debutto del comico ieri all’Arena di Verona con il nuovo spettacolo. «Tra la gente mi sento più guascone che in tv»

da Verona

Più saggio, più sereno e, particolare non indifferente, richiestissimo. Il Giorgio Panariello che allarga le braccia sull'Arena di Verona («Voi non avete idea di quanto ho atteso questo momento»), al via del suo tour con lo spettacolo Del mio meglio Live, è uno showman che può permettersi di allestire dodici date quando, in realtà, gliene avevano chieste cinquanta.
Ovvio, è anche emozionato il comico toscano, perché i capelli brizzolati significano esperienza e quindi la capacità di leggere i momenti salienti della propria storia: e questa Arena interamente sold out è più che un successo. È un simbolo. Parte dalla città di Romeo e Giulietta, lo show di Panariello, per poi toccare alcuni dei più importanti palazzetti italiani, nonché alcune suggestive location: «Come Santa Croce a Firenze - rivela orgoglioso l’attore e showman - dove è passato un certo Benigni». Insomma, Panariello un po’ non ci crede, un po’ sente di meritarselo dopo tanti anni di gavetta (condita di successi teatrali e televisivi). Del mio meglio Live garantirà ospiti di lusso a ogni data, tutti disposti a fare festa con l’amico Giorgio: ad esempio il Claudio Baglioni di questa sera, «che ha viaggiato fin qui da Roma e partecipa assolutamente gratis», spiega Panariello. Ma ci saranno, a Roma, Raffaella Carrà, Renato Zero e Tiziano Ferro; a Milano, Antonacci e Ramazzotti, a Lecce Giuliano dei Negramaro. Con Baglioni, in un’Arena stupita e divertita, il comico toscano si lancia in un duetto emozionante, a chiudere la serata: Strada facendo è una di quelle canzoni che fanno cantare l’intero teatro e forse questa sarà anche furbizia, smaccata captatio benevolentiae, però è anche la cifra degli spettacoli del Panariello.
«Io amo giocare con la risata e con l’emozione - spiega il protagonista della serata -, amo colpire al cuore il pubblico quando ha abbassato la guardia e pensa di poter solo ridere». Nello show il toscanaccio brizzolato cala tutti i suoi assi, una sorta di lungo greatest hits dove monologhi, personaggi storici (Renato Zero su tutti) e novità («l’uomo-vogue vittima della moda, che veste kilt e pellicce e così deve andare a versare un assegno in banca o portare i bimbi a scuola») si alternano in assoluta libertà. «Quella libertà - dice chiaramente Panariello - che negli ultimi tempi la tv non mi poteva più dare. La dittatura dell’audience legava il mio spirito guascone, quello che mi ha fatto arrivare fin qui».
C’è tanto teatro, cinema nel suo futuro («un remake de I Mostri e, a ottobre, un film con Vincenzo Salemme, No Problem dove sono uno psicopatico con personalità multipla»), un disco (Clonato Zero in cui Panariello riprende le canzoni di Renato Zero), addirittura un romanzo («una storia d’amore tra un uomo e un cane: tema animalista, non si pensi male»). E la tv, semmai, come la dice lui: «Uno show per dare il meglio di me: 4 o 5 puntate al massimo, assoluta libertà, e non il sabato sera. Magari il venerdì. In Rai? Be’, io mi sento uomo Rai». «Satira politica? - dice Panariello -. Oggi è troppo salire sul palco e attaccare Berlusconi o il Papa. Il giorno dopo i titoli dei giornali ce li hai tutti. Ma poi devi continuare così. Vero è anche che i tempi sono molto tesi: io ho cominciato a imitare il Papa, e così faceva Lopez con tutti i papi. Ora se lo imiti, scateni dibattiti pro e contro». «Berlusconi è un grande animale politico e un grande uomo di spettacolo. A Milano, al Teatro Smeraldo, entrò in sala e mi rubò letteralmente la scena. È un artista completo».