Pancake, preistoria della narrativa americana

Massimiliano Parente

Joyce Carol Oates paragona l'esordio di Breece D'J Pancake a quello di Hemingway: entrambi hanno iniziato con una raccolta di racconti, ma Pancake si è fermato lì. E come Hemingway si è suicidato, ma subito dopo aver esordito, nel 1979, a soli 26 anni, per cui i suoi racconti sono l'unica opera che ci resta. Appena pubblicati in Italia da minimum fax con il titolo di Trilobiti, sono l'occasione della riscoperta di un autore poco conosciuto che, se fosse andato avanti, avrebbe potuto essere un nuovo Faulkner.

Ambientati in una zona depressa del West Virginia, i dodici racconti hanno in comune con la grande letteratura americana del secondo Novecento un'attenzione drammatica per la materialità del mondo. In Pancake ogni immagine è cristallizzata, scolpita in un descrittivismo nominalistico esistenziale. Le foglie di canna, il bestiame, le tartarughe alligatore da pescare e bollire, le pompe di estrazione del gas. E poi «il silenzio tra oscurità e luce», «il fango nero del fiume», «il vento polveroso», «la ruggine in fondo ai campi».

Così, perfino le tazze appese dietro al bancone di un pub conducono a pensieri di morte: «Le tazze mi mettono i brividi. Le guardo appese ai ganci dietro la vetrina. E coperte di polvere. La più pulita è quella di Jim. È pulita perché la usa ancora, ma sta appesa insieme alle altre. Lo vedo dalla finestra mentre attraversa la strada. L'artrite gli stritola le articolazioni. Penso che manca ancora tanto prima che crepo, ma Jim è vecchio e mi vengono i brividi, a vedere la sua tazza appesa lì». Si noti il passaggio, quasi organico, immeditato, tra la tazza pulita e l'artrite che stritola le articolazione.

Tutto è statico e tremendamente mutevole. L'aria è pesante e lascia patine sulla pelle. Nelle praterie su cui pascolavano i bisonti ora ci sono delle rotaie, «e ora le rotaie sono sepolte da un'autostrada e le macchine corrono su e giù nel vento».

Infine, nel racconto che dà il titolo al volume italiano, diventa emblematica la ricerca compiuta dal narratore di gasteropodi e trilobiti, organismi vissuti centinaia di milioni di anni fa, quando non c'era nulla di umano e la Storia era solo una lunga, indistinta preistoria: nessuna angoscia, nessun dolore, nessun pensiero. Pancake si convertì al cattolicesimo, ma a giudicare da come ha posto fine alla sua vita, e dalle cose che vedeva, non doveva esserne molto convinto.