Pancalli, il calcio in mano a un vero sportivo

Franco Ordine

Luca Pancalli dopo Guido Rossi. Uno sportivo doc dopo un avvocato estraneo paracadutato dalla Consob nel calcio. Saltata, all’ultimo momento, la candidatura più prestigiosa inseguita da Petrucci per tutto il giorno: quella di Virginio Rognoni, ultimo vice-presidente del Csm, juventino doc, di area centrosinistra. Interpellato, l’ex ministro dell’era Andreotti (con lui all’Interno Dalla Chiesa venne nominato superprefetto di Palermo) mostra qualche incertezza di fondo. Che in serata diventa un autentico mistero. Probabilmente a Palazzo Chigi da dove passa il Coni per avere una sorta di benedizione, vogliono insistere con una soluzione che sia gradita a Guido Rossi. Per una volta il presidente del Coni non cede di un centimetro e poco dopo le 21 fa conoscere la sua scelta definitiva: Luca Pancalli. Si tratta di una persona speciale. È un avvocato, presidente della federazione disabili, è ridotto in carrozzella ma ha un grande spirito e voglia di lasciare il segno. Adesso chi vuole contestare si faccia avanti, se ha il coraggio. A questo punto lo sport torna a guidare la parte conclusiva del commissariamento della federcalcio e a seguire, con grande attenzione, il passaggio delicato dall’emergenza alle elezioni con la riscrittura delle regole. Il cambio della guardia può avvenire questa mattina al foro Italico secondo le regole del protocollo Coni, riunione della Giunta presieduta da Petrucci. La scelta corrisponde perfettamente all’identikit offerto 36 ore prima dal presidente del Coni: persona fuori dal calcio e capace di proseguire la missione di Guido Rossi resistendo ad eventuali pressioni.
Luca Pancalli ha un compito preconfezionato. Lo reclamano i dirigenti dello sport, lo segnalano i politici di riferimento, ad esempio il ministro Melandri, intervenuta anche ieri sulla materia con una dichiarazione di duplice segno. Dapprima il rammarico per la scelta di Rossi, «non ha voluto offrire continuità al progetto», poi l’indicazione precisa di nominare un solo commissario con altri vice, a seconda delle deleghe. «La priorità assoluta resta la riscrittura delle regole interne al calcio da persone competenti» è il pensiero della Melandri che nell’ambito politico viene ripreso da Ignazio La Russa, capogruppo di An alla Camera, con una chiave di lettura più aderente alla realtà e alle necessità del settore. «L’unico errore di Guido Rossi è stato Borrelli che ha complicato l’iter della giustizia sportiva per i suoi trascorsi con il presidente del Milan. Esaurita la fase dell’emergenza, non è più necessario un commissario, si torni alla normalità» è la sua chiosa che interpreta la mossa effettuata ieri dal commissario ad interim Massimo Coccia, l’esperto delle regole. Uno dei due superstiti della squadra di Rossi (l’altro è Albertini) ha chiamato al telefono i presidenti delle tre leghe (Matarrese, Macalli e Tavecchio), i due sindacati (asso-calciatori e asso-allenatori) e l’Aia per individuare la data utile per l’assemblea straordinaria della federcalcio che dovrà riscrivere le regole. L’ipotesi concreta al momento è che la nuova costituente del calcio italiano si svolga entro l’anno, a dicembre quindi. Non solo ma, durante le conversazioni, è stata fissata una seconda data entro la quale dovranno svolgersi le elezioni del nuovo consiglio federale. Marzo 2007 è il limite suggerito dal Coni. I due paletti saranno passati allo stesso Pancalli che potrà anche ispirarsi alla linea Rossi e magari incarnarne le linee guida. La presenza di Pancalli spingerà Borrelli lontano dall’ufficio indagine. Non è una gran perdita.
Con l’arrivo del successore di Rossi di fatto è cominciata la campagna elettorale per la carica di presidente della Figc. Giancarlo Abete è uno di quelli già pronti per schierarsi ai nastri di partenza. Dell’argomento, ieri, hanno parlato anche Zoff e Sacchi, due ex ct. Dinone si è detto pronto a sostenere il carico dell’incarico, il fusignanista ha aggiunto di sentirsi scomodo, «non avrò mai un incarico». Anche perché passa per un berlusconiano e di questi tempi comandano solo i sodali di Prodi.