«In panchina col Ghana c’era un bookmaker»

Siparietto tra Cannavaro e Blatter, «costretto» a consegnare la coppa dopo che a Berlino si era defilato

«C’erano tre asiatici e un africano...», niente male come inizio di una barzelletta: peccato si tratti del racconto del giornalista canadese Declan Hill, che nella notte ha snocciolato davanti alle telecamere dell’emittente tedesca Ard diversi particolari del suo viaggio a Bangkok, dove in un fast-food della capitale thailandese avrebbe assistito alla presunta pianificazione a tavolino del risultato dell’incontro tra Brasile e Ghana e di altre tre partite dei recenti mondiali tedeschi (Italia-Ghana, Italia-Ucraina e Inghilterra-Ecuador). «Nella riunione venne sistemato il risultato dell’incontro», racconta Hill, aggiungendo alle sue pepate dichiarazioni, il sale di numerosi dettagli, soprattutto su quell’Abukari Damba, ex portiere del Ghana, e presunto intermediario tra l’organizzazione malavitosa e i compiacenti calciatori della nazionale ghanese. «L’ho visto in Ghana, ho parlato con lui: ho prove e foto. Ho registrato le sue dichiarazioni in cui conferma i miei dati - spiega Hill -. Damba era presente in tutti i grandi tornei: era alle Olimpiadi di Atene e ai Mondiali, entrava negli spogliatoi e parlava con i giocatori. Ha fatto la stessa cosa prima di Iran-Ghana nel 2007: era una partita decisa prima dell’inizio, ai giocatori sono stati pagati 3000 dollari a testa».
E attorno alla figura di Abukari Damba, si snoda anche la presunta combine del match inaugurale degli azzurri proprio contro la nazionale sudafricana. «Dietro all’allenatore dei ghanesi - si legge nel libro Calcio Mafia, in uscita quest’oggi - c’era un gruppo di dirigenti: potrei quasi giurare che l’uomo visto al fast-food di Bangkok si trovava proprio lì... il possesso di palla del Ghana (53%) si rivelò sterile; addirittura in un paio di occasioni, i giocatori provarono tiri impossibili da oltre trenta metri. Pensai alle parole di Chin (la presunta talpa dell’organizzazione asiatica, ndr) su come perdere una partita: la squadra corrotta doveva tenere palla, fare cose semplici e alla fine buttare via il pallone... L’Italia vinse con due gol di scarto, lo stesso risultato che Chin mi aveva indicato: scrissi su un foglio di carta, a caratteri cubitali, “questa partita è stata truccata”». Nelle oltre 300 pagine del suo libro, Hill prosegue analizzando poi l’incontro tra Italia e Ucraina, «Chin mi predisse l’esatto risultato anche di questa partita», scagionando Sulley Muntari, centrocampista ghanese oggi in forza all’Inter, «è l’ultima persona che venderebbe una partita», ma insinuando furbescamente qualche dubbio sul resto della truppa ghanese: «Muntari mi disse che la squadra era molto scombussolata dalla situazione contrattuale prima dell’incontro con l’Italia».
La solita boutade di un giornalista a caccia di pubblicità? L’interrogativo resta d’obbligo, anche se da Coverciano il numero uno del calcio mondiale, Joseph Blatter, ieri ha gettato acqua sul fuoco. «Ho parlato nei giorni scorsi con il giornalista: non si tratta di certezze ma solo di presunzione di risultati aggiustati sotto la spinta del movimento delle scommesse asiatiche. La Fifa si è organizzata monitorando le agenzie legali che gestiscono le scommesse: i miei intervengono per segnalare anomalie che non sono state riscontrate». Tutto sotto controllo, dunque. O no?