Il pancione di Carlà diventa il centro del mondo

L'annuncio ufficiale ancora non c'è stato, ma le foto che ritraggono Carlà dicono più di ogni altra cosa: la moglie di Sarkozy accerezza il suo pancione mentre accoglie le mogli dei leader del G8. Fiori bianchi dalle first lady, congratulazioni dai potenti mariti. Tutti ai piedi dell’erede di Sarkò

Niente di più simbolico che presentarlo alle mogli dei grandi della Terra, il suo nascituro. Erano simboliche le mogli, era simbolica la Terra, ed erano simbolici perfino i grandi. Non avrebbe potuto avere accoglienza diversa il pancione di Carla Bruni con dentro l’erede dell’uomo dell’Eliseo. La conferma della gravidanza più sballottata dalla storia del gossip («ma cos’è, il figlio delle presidenziali?!») è esplosa in tutto il suo orgoglio a Deauville, sotto un abitino di piquet bianco (Chanel, ça va sans dire), al quarto rassicurante mese di gestazione (il parto è previsto per ottobre). Perchè sì, è vero, c’è e sarà un maschio le petit Sarkozy. Come accidentalmente annunciato da nonna Bruni, come goffamente confermato da nonno Sarkò, come taciuto a colpi di sorrisi rivelatori dai (più) diretti interessati.
Quarantaquattro anni lei, cinquantacinque lui... è anche genetico l’orgoglio dei coniugi di Francia. Ieri Carla era sulle scale di Villa Strassburger ad aspettare le “ospiti mondiali” con le quali avrebbe «giocato alle mogli» (si incontravano per una colazione di lavoro dedicata alla lotta all’analfabetismo) con le mani incrociate sotto al ventre e si inchinava e sorrideva e mostrava senza dire perché non c’era più bisogno di dire niente. Poi Svetana Medvedeva, la moglie del presidente russo, si è presentata con un mazzo di rose bianche e allora al momento della foto ricordo, tra una Maria Barroso e una Laureen Harper (moglie del premier canadese), Geertrui Van Rompuy, moglie del presidente del Consiglio Ue, ha smesso di tacere: e guardando la première dame ad altezza ventre si è complimentata espressamente. È stato quando Carlà, con quel gesto poco da Carlà, poco da summit, poco da chi «gioca alle mogli», si è indicata la pancia con entrambe le mani e fin troppa eloquenza. Et voilà, la pancià è qua. Perché con la gravidanza ti cresce il giro vita ma ti cresce anche il coraggio di tutto. Perfino quello di non stare più lì a soppesare i gesti.

Mancavano le signore Obama e Cameron a riverire la gestante e a disquisire della piaga dell’analfabetismo. Ma si sono messi a posto tra maschi. Ci hanno pensato i mariti a rimediare con Sarkozy, e a congratularsi per il lieto evento e a rallegrarsi anche con la signora, per interposta persona. Mentre Silvio Berlusconi, pare abbia aspettato di incontrare madame alla cena di gala al ristorante Le Ciro’s (lo stesso dove oggi la signora «ri-giocherà alle mogli», stavolta con le consorti dei leader africani per fare il punto sulla protezione delle madri e dei bambini dall’Aids) per felicitarsi di questo nuovo inizio dell’ex modella presidenziale. Come Angela Merkel, un’altra che le cose preferisce farle di persona: ha aspettato di guardarla in faccia e un po’ più in basso, prima di aprirsi in un semi inedito sorriso da cancelliera.

E insomma questo è, lo ricorderemo, come il G8 di Internet, della primavera araba e di quella di Carlà. Cappottino blu, tacco quattro, suola rossa, capello liscio, quel suo modo moro e composto e la sorpresa dentro (o le sorprese dentro, c’è chi ipotizza l’arrivo di due gemelli, fa un sacco di maschi Nicolas). E poi la serata, con sempre lei al centro, sempre lei negli obbiettivi, sempre lei ad accogliere. Stavolta il vestito era nero ma si alzava nello stesso punto, i tacchi erano ancora più bassi, i capelli raccolti. E aveva gli stessi fulmini buoni nello sguardo di quando si ha più vita dentro e lo stesso timore di dire ciò che non c’è più bisogno di dire.
La cicogna più chiacchierata del globo ha sorvolato la Normandia ad ali spiegate.

Mentre in Normandia c’era, simbolicamente, il globo intero. Il pancione della Bruni è stato il collante diplomatico più efficace di tutto il summit. Già mamma di Aurelien (il figlio di dieci anni avuto dal filosofo Raphael Enthoven), Carlà si prepara a regalare al marito, se non la vittoria del 2012, almeno un sicuro primato: Nicolas sarebbe infatti il primo presidente della storia della Repubblica francese a diventare padre durante il mandato all’Eliseo. È la Bruni, mica un’incinta qualsiasi...