Pandev: «Abbiamo dimostrato di avere grande carattere»

KOLAROV «Sono andato fino alla fine, ho pensato un attimo se tirare perché avevo la palla sul destro. Ho deciso di calciare, ed è finito lì questo derby»

«Roba che sognarla così questa vittoria, fino a un attimo prima del fischio d’inizio non saremmo stati capaci». È questo il filo conduttore dei discorsi del popolo laziale all’uscita dell’Olimpico, teatro di una vittoria memorabile se non altro per come si era arrivati alla sfida, con i giallorossi in vantaggio di otto lunghezze in classifica e lo spogliatoio di Formello pieno zeppo di incomprensioni.
«Abbiamo dimostrato il nostro carattere e la forza del nostro gruppo», ha sintetizzato Goran Pandev, il primo a presentarsi ai microfoni. Il macedone ha poi aggiunto che «la squadra è forte ma abbiamo alternato belle partite a gare brutte, speriamo dopo questa vittoria di riprenderci alla grande. Sono rimaste sette finali più la partita di coppa Italia con la Juve». L’attaccante s’è detto dispiaciuto per le polemiche che hanno incorniciato la sfida, ma ha poi spiegato che «un derby è così». E, sul capitolo rinnovo, ha aggiunto: «Penso che il mio futuro sia ancora alla Lazio, dobbiamo rinnovare il contratto. Intanto godiamoci questa vittoria importante, per la firma c’è ancora tempo». Euforico (verrebbe da scrivere come una Pasqua, visto il periodo e il nome di battesimo) Pasquale Foggia: «Volevamo fare la partita perfetta e siamo contenti di esserci riusciti. Vincere in questa maniera è molto importante. Ci siamo mostrati concentrati fin dall’inizio della partita, è questo l’approccio giusto». L’ex cagliaritano ora sogna l’Uefa («Possiamo farcela») e dal canto suo ha analizzato anche il fattore-nervosismo: «Forse si è esagerato». Campioni e carneadi. È stata la giornata di Alexander Kolarov, capace di segnare un gol alla Maradona. «Sono contento. Era importante questa vittoria perché finalmente ci siamo lasciati dietro un periodo non proprio bello», ha spiegato il balcanico. Poi ha aggiunto, in merito al gol: «Sono andato fino alla fine, ho pensato un attimo se tirare perché avevo la palla sul destro. Ho calciato, ed è finito lì il derby». «Ci voleva tanto questa vittoria - ha anche detto - e spero che dalla prossima gara continueremo a ottenere il successo. La Roma nella partita d’andata stava male, poi ha ricominciato a vincere. Speriamo che ora succeda a noi perché la Lazio merita l’Europa, è una squadra fortissima e lo ha dimostrato oggi». Sugli screzi fuori e dentro il campo, l’esterno di fascia ha spiegato: «È un derby e possono succedere quelle cose. Era una gara troppo importante».
Neanche a dirlo, le radio laziali hanno dato voce al suo popolo subito dopo il triplice fischio finale. «Li riprendiamo, questi so cotti», ha urlato un anziano fan biancoceleste. Più pacato il commento di Francesco Scancelli, autore dell’inno «Non mollare mai»: «Ero certo che avremmo vinto questa partita…anche perché, generalmente, chi si presenta peggio alla stracittadina, poi la vince sempre».
Finale dedicato a Tare, che ha risposto in maniera elegante a Luciano Spalletti col quale ha vissuto un alterco poco prima di entrare negli spogliatoi alla fine del primo tempo. «Volevo solo dire - ha sintetizzato l’albanese - che quando il primo tempo era finito ho visto tutti i giocatori della Roma e Spalletti che si lamentavano con l’arbitro. Ho detto così non è giusto e l'allenatore mi ha insultato».