«Il pane aumenta di 40 centesimi al chilogrammo»

(...) A pesare sui conti dei piccoli negozianti c’è il costo del personale, che dopo il rinnovo del contratto sindacale, a settembre ha fatto un balzo in avanti, ma soprattutto «il prezzo degli affitti, che ormai sono alle stelle», si lamenta Marinoni. Denuncia che trova una spalla da tempo nell’assessore comunale al Commercio Roberto Predolin, per il quale «bisogna contrastare la bolla speculativa», e chiede la collaborazione del suo collega in Regione, Franco Nicoli Cristiani, «per valutare se esistono delle forme di blocco a questa difficile situazione».
Secondo Predolin, «i panificatori hanno ragione quando dicono che in questo momento il costo degli affitti li danneggia in maniera sempre più pesante. Se vogliamo che i negozi di vicinato sopravvivano, è necessario concludere insieme agli immobiliaristi degli accordi che favoriscano le associazioni di categoria». L’assessore incontrerà «al più presto» Marinoni, per «valutare ulteriormenete le cause di questo eventuale aumento e cercare altre strade, a tutela dei consumatori ma anche dei negozianti che aumentando i prezzi rischiano di vendere meno pane». Riconosce però finora all’associazione «un atteggiamento responsabile: per due anni non ha spostato di un centesimo il costo del pane, in pieno accordo con il Comune. Il fatto che ora lanci un appello è comprensibile, perché non sono aumentati tanto i costi della materia prima, quanto quelli di gestione e innanzitutto gli affitti dei locali, spesso triplicati o quadruplicati».