Pane e coperto via dal menù, ma non nei locali di Roma città

Da ora in poi nei bar e nei ristoranti del Lazio le parole pane e coperto spariranno. Rimane, invece, l’obbligo per i ristoratori di esporre i listini e le eventuali maggiorazioni. È una delle novità della legge che disciplina lo svolgimento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande approvata ieri dal consiglio regionale del Lazio.
«Si colma una lacuna in un settore vitale per l’economia regionale che riguarda circa 23.600 esercizi commerciali - commenta l’assessore regionale alla piccola e media impresa, commercio e artigianato Francesco De Angelis -. Vogliamo favorire investimenti, agevolare l’ingresso dei giovani operatori nel settore e consentire alle amministrazioni locali di coordinare lo sviluppo del comparto sulla base di principi e indirizzi certi e condivisi». La legge prevede inoltre l’eliminazione del registro degli esercizi commerciali e l’unificazione delle licenze. «La proposta di legge - continua De Angelis - non prevede ulteriori autorizzazioni per l’ampliamento dei locali, elimina la previsione delle distanze minime tra gli esercizi. Inoltre abbiamo avviato un percorso che porterà all’ingresso dei rappresentanti dei consumatori all’interno dell’Osservatorio del commercio». Alla città di Roma è concessa inoltre la possibilità di derogare ai principi dettati dalla Regione. «In pratica - spiega l’assessore - il Campidoglio acquisisce poteri esclusivi in materia di pubblici esercizi, nel suo ambito territoriale, per poter programmare in funzione delle sue peculiari caratteristiche». «Anche per quanto riguarda i circoli culturali - conclude De Angelis - è stato deciso di far rientrare nella programmazione comunale quelle attività prima escluse, parliamo appunto di quelle attività che abbinano attività culturali, ricreative, sportive e di spettacolo ad attività di somministrazione».
«È stata approvata una legge importante che dà maggiori certezze ad una categoria in difficoltà e resa possibile dal lavoro utile, serio, costruttivo e dalla validità degli argomenti che abbiamo espresso in sede di dibattito e che racchiudono bene la rilevanza degli emendamenti che abbiamo presentato, e recepiti, con l’apporto di tutte le opposizioni», dice il presidente del Gruppo Misto alla Pisana, Francesco Saponaro. Soddisfatta anche Daniela Valentini, ex assessore al Commercio del Comune: «Questa legge rappresenta una vera e propria pietra miliare perché per la prima volta si stabiliscono regole certe, permettendo agli operatori del commercio di esprimere al meglio le loro potenzialità e ai Comuni di programmare e pianificare le attività commerciali e di intervenire sulla riqualificazione e la valorizzazione dei centri storici a partire dalle proprie vocazioni territoriali». Contrari, invece, a questa deregolamentazione sono Alessio D’Amato e Peppe Mariani, rispettivamente capogruppo e consigliere di Ambiente e Lavoro in Consiglio regionale: «Abbiamo espresso il nostro voto di astensione - spiegano - poiché riteniamo impropria la norma che deroga la programmazione dagli esercizi commerciali all’interno della città storica del comune di Roma».