Pane, vino e... un «Cantautore piccolino»

Questa sera al teatro Smeraldo il musicista chiude il suo tour

Un disco tutto fatto di cover di pezzi dei grandi cantautori del passato. Sergio Cammariere rivela al Giornale quello che per lui è il «sogno nel cassetto»: «In futuro potrei pensare di realizzarlo, così come un disco di solo piano». Una parte della personalità, quella piena di riconoscenza, che nel compositore calabrese è molto viva e che lui stesso manifesta pubblicamente intitolando il suo ultimo lavoro Cantautore piccolino, una chiara allusione ai molti maestri italiani, da Paoli a De Andrè passando per Tenco, «di fronte ai quali, con autoironia e molta onestà, mi chiedo se anche le mie canzoni, così come le loro, rimarranno per sempre nella pubblica memoria». Sì, perché il desiderio di Sergio Cammariere è proprio questo, «scoprire tra 20 anni che la gente ascolta ancora con affetto le mie composizioni».
Ma c'è da fare una precisazione. Al musicista di Crotone piace ringraziare i suoi maestri, tanto che ha dedicato l'ultimo disco a Bruno Lauzi e Sergio Bardotti («non dimenticherò mai le loro lezioni di vita»), ma questa sera allo Smeraldo non ci sarà spazio per gli omaggi: «Non c'è spazio per molti dei miei brani che vorrei tanto suonare, figurarsi per le cover!».
Per il concerto meneghino che chiuderà il tour teatrale che ha registrato ovunque il «tutto esaurito» c'è da attendersi dunque una sintesi del repertorio del pianista tra i più apprezzati oggi: l'ultimo riconoscimento è il Lunezia 2008, premio musical letterario che in passato fu assegnato ai più grandi del cantautorato come De Andrè. Sul palco, con lui, saliranno i «fidati» Amedeo Ariano alla batteria, Bruno Marcozzi alle percussioni, Luca Bulgarelli al contrabbasso, Olen Cesari al violino e Fabrizio Bosso alla tromba. Tra le canzoni in scaletta le sanremesi L'Amore non si spiega e Tutto quello che un uomo, e poi Sorella mia, Dalla pace del mare lontano, Per ricordarmi di te e molte altre. Non mancherà Il pane, il vino e la visione inserita nella colonna sonora composta dallo stesso Cammariere per la pellicola L'abbuffata di Mimmo Calopresti e premiata lo scorso novembre come «miglior musica» al Festival del Cinema Mediterraneo di Montpellier. «Che bello che è lavorare con Mimmo! Ti trasmette una tale passione. E poi condividiamo l'appartenenza alla stessa terra: la Calabria. Finito un lavoro, ne abbiamo iniziato un altro - annuncia il musicista -: stiamo componendo la colonna sonora per un nuovo film».
Quella di Cammariere è una storia fatta di gavetta («ricordo quando lavoravo alle musiche dei varietà tv») e sacrificio. Il successo è arrivato molto tardi, alla soglia dei 40 anni: «Bisogna dare tempo al tempo ed essere forti. E innanzitutto - conclude - credere che per chi ha talento è atteso un lieto fine».
Sergio Cammariere
Teatro Smeraldo
Questa sera,
ore 21
Info: 02/29006767