Panerai, il «ragazzo» del ’24 che canta con i giovani talenti

Pullover color carta zucchero, coppolina di velluto fumo di Londra e piglio da primadonna, puro toscano al cento per cento: Rolando Panerai, classe 1924 e baritono tra i più grandi del secolo (ormai) scorso, è pronto ancora una volta a calcare le scene da protagonista. Con uno dei suoi cavalli di battaglia. «Gianni Schicchi», opera in un atto di Giacomo Puccini, va in scena domani sera (ore 20.30) al Carlo Felice in coppia con «Il Campanello» di Gaetano Donizetti, diretto da Valerio Galli; con i ragazzi dell’Opera Studio - selezionati con un’audizione lo scorso settembre - e appunto il «ragazzo» del '24, che firma anche la regia (con assistente Vivien A. Hewitt).
«Sono felicissimo, lavorare con dei giovani così in gamba è uno spasso; ma fatemi il piacere di aver pazienza, se sentite qualche stecca: sono stanco, in questi ultimi giorni ho cantato ininterrottamente»! Simpatico e spiritoso, Panerai ha fatto da «papà» ai nuovi talenti del cast, seguendoli, rimproverandoli, correggendoli; insomma, crescendoli, professionalmente, certo, ma anche donando loro un’esperienza umana impareggiabile. Ce ne fossero.
Opere brillanti, divertenti, questi due brevi atti unici avranno un’ambientazione assai familiare, con, magari, un armadio Birkeland, un tavolo Vika e un letto Malm, tutto firmato Ikea, che diventa la principale collaboratrice di questo allestimento casalingo, economico - davvero Ikea! - e intelligente. «Con due spostamenti veloci e qualche mobile cambiato, creiamo in un attimo due scenari differenti - ha detto con entusiasmo lo scenografo Enrico Musenich, dipendente del teatro - uno tardo ottocentesco e l’altro medievale. Con un risultato artistico senza dubbio originale e un risparmio notevole, il che di questi tempi non è male». Lo spettacolo ha avuto ieri sera una prova aperta al pubblico, serata di beneficenza in favore del levante ligure; e con un pensiero naturalmente alla recentissima tragedia che ha colpito la nostra città. «Il teatro partecipa certamente al lutto cittadino di questi giorni - ha dichiarato il sovrintendente Giovanni Pacor - e vi comunicheremo a breve le nostre iniziative. Intanto ci tengo a sottolineare che il Carlo Felice è aperto e rimarrà aperto il più possibile, perché deve essere un riferimento fisso per la città e per la nostra cultura».
E allora ecco sciorinato anche il calendario degli eventi collaterali, all’Auditorium Eugenio Montale, studiato per i ragazzi e per gli appassionati, quelli che all’opera ci vogliono andare informati: una stagione fatta di operine per scuole e famiglie, un ciclo di conferenze-concerto prima delle «prime» a cura di Marco Ghiglione e ancora conferenze «classiche» tenute da studiosi e musicologi; il tutto illustrativo delle opere in cartellone. Con tanto di tè delle cinque offerto da Garisenda Ricevimenti. Chissà, magari in una bella tazza Hurrig!