Dal panettiere all’idraulico: un altro agosto di serrate selvagge

Questo è un mese arduo per chi resta in città. Si intasa il lavandino. Dov’è l’idraulico? Si rompono gli occhiali: c’è un unico ottico a disposizione, in viale Monza. Se siete abituati a cucinarvi piatti a base di spezie, che non si trovano al supermercato, l’unica drogheria specializzata, non in ferie, è in viale Zara. Anziani e turisti sono i più penalizzati da un tale malcostume.
«Siamo la maglia nera in Europa per l’apertura dei negozi in agosto - ha dichiarato il Presidente dell’Osservatorio di Milano, Massimo Todisco - e la nuova amministrazione non ha fatto nessun cambiamento rispetto alla giunta Moratti». Il commercio è un servizio e un servizio è sempre indispensabile come l’acqua. Ritorniamo quindi agli idraulici, rari quanto un quadrifoglio in città. L’Osservatorio ha provato a chiamare il call center 0202 chiedendo all’operatore di indicargli un artigiano disposto ad intervenire con urgenza. Non se n’è trovato uno nella metropoli più moderna del Paese e l’unica alternativa all’allagamento della casa rimane una telefonata ai pompieri.
La mancanza di una regola che obblighi i responsabili dei servizi di prima necessità a stabilire una turnazione sta diventando un dilemma da risolversi con un’urgenza indispensabile. Come il pane. A proposito di pane. Sono 755 i panettieri milanesi. Hanno ricevuto una lettera dal Comune che li richiamava a dichiarare il periodo di chiusura estivo. In questa richiesta, però, non c’erano obblighi d’apertura. Le multe scattano solo in caso di mancata risposta e se le risposte della maggioranza è di chiusura estiva, il panettiere non riceve nessuna estrazione a sorte con la turnazione obbligatoria del 25%, come accade in altri luoghi.
La sanzione per un panettiere che va in vacanza senza permesso è di 17 euro, solo e soltanto in caso che il negozio non rimanga aperto per tre giorni consecutivi, contro i 2000 euro di un centro come Torino. Il vuoto che si crea in agosto obbliga alcuni tour operator a dirottare comitive turistiche verso altre città d’arte come Venezia, Firenze e Roma, con una perdita di valore di oltre 90 milioni di euro.