Tra panfili e ormeggi la società civile è alla deriva

Caro Granzotto, perché un automobilista ubriaco - e magari anche drogato - che compie una strage, viene lasciato libero, mentre il fruttivendolo che ha tagliato - senza gravi conseguenze - gli ormeggi del panfilo di Della Valle (con a bordo il ministro Mastella), è finito in galera per direttissima? I politici, oggi, sono «intoccabili» come i principi di un tempo.


A bocce ferme questo si può dire, caro Chinnici: laggiù, nelle azzurre acque delle Eolie, chi toppò fu la società civile, non altri. Mi segua: chi, come Diego della Valle (società civile), possiede un panfilo come il suo Altair (60 metri lungo, 14 nodi di velocità, 10mila miglia nautiche - qualcosa come 20mila chilometri - di autonomia, 9 cabine, 10 bagni, 6 saloni, 18 membri di equipaggio) sa bene che ad andar per mare in agosto c'è da mettersi le mani nei capelli. O si possiede uno yacht grande almeno il doppio dell'Altair e che dunque nessun porto turistico è in grado di ospitare per cui te ne stai fieramente al largo, in rada (tanto, con a disposizione l'elicottero di bordo sai chi se ne importa) o devi pianificare la crociera meglio di quanto fece Von Clausewitz a Lützen, prenotando con larghissimissimo anticipo il «posto barca», l'ormeggio. Altrimenti non si scappa: ti devi rassegnare a gettar l'àncora, per dire, in sesta o settima fila. Come un puvrett qualsiasi. A meno, però, che non ti venga un'idea di quelle davvero geniali: ospitare a bordo un politico di rango, meglio se ministro. Il quale, con la scusa della sicurezza (è ben noto che i nostri politici, Clemente Mastella in particolare, sono braccati dal terrorismo internazionale) può chiedere ed ottenere di parcheggiare il natante sul quale si sta godendo le (meritate) ferie in zona ritenuta sicura. Come a esempio il molo riservato ai traghetti, che se solo non dico uno yacht, ma un semplice pattino osa accostarvisi, lo mandano a picco con un ben assestato colpo di spingarda.
I privilegi di casta sono odiosi, questo lo sanno tutti, anche Diego della Valle (società civile). Imporre alla Capitaneria di far ormeggiare «per motivi di sicurezza» l'Altair laddove è severamente vietato è qualcosa di più d'un privilegio di casta, è uno sberleffo, è un pernacchio rivolto al cittadino. Al quale può anche saltare la mosca al naso. Come è successo ad Alfonso Stramandino che clamorosamente smentendo le ragioni di sicurezza tranquillamente s'avvicinò al panfilo avendo tutto il tempo di tagliare le cime d'ormeggio. Gesto simbolico perché, come risulta dalle cronache, l'Altair non andò alla deriva, inghiottito dalla vastità del Mare Nostrum. Se ne restò dov'era, ben assicurato all'àncora che il provvido comandante, Marco Ruocco, aveva pensato di calare (un po' come quelli che s'imbrigliano i calzoni con bretelle e cintura: non si sa mai). Poteva e doveva dunque finire con la convocazione del reo e l'ammonizione: «A' Stramandi', non ci provare più, chiaro?». Invece è partita la denuncia e Stramandi' è finito al gabbio. Ma allora, dico io, cosa ci sta a fare la società civile, egregiamente rappresentata nell'occasione da Diego della Valle e Carlo Rossella, anch'egli ospite sull'Altair? La società civile che è baluardo morale della Nazione e coscienza critica della casta politica? Perché della Valle e Rossella non hanno fermato la mano del giustiziere impedendogli una azione che sa lontano un miglio (marino) di altezzosa, boriosa soperchieria? Eh?