Panico e morte in studio a Sampierdarena e Finale

Un paziente che entra in studio per uccidere il medico. Non è un caso insolito. In Liguria un episodio analogo si è verificato addirittura cinque mesi fa. A Genova, nel 1994, un uomo è addirittura riuscito a uccidere la giovane neuropsichiatra che lo aveva in cura da alcuni mesi.
La sparatoria di ieri alla Fiumara ripropone quanto accaduto il 17 dicembre scorso all’ospedale di Pietra Ligure dove Mario Rendina, un pensionato settantacinquenne, ha sparato con una pistola al dottor Stefano Nosengo ferendolo ad una gamba. Il medico si trovava nell’ambulatorio dell’unità spinale e aveva operato il suo aggressore due anni prima. Rendina, sulla base di quanto ricostruito successivamente da carabinieri e magistrato, non riusciva ad accettare l’esito non positivo dell’intervento. Il medico è stato poi operato e la ferita non gli ha provocato gravi conseguenze, anche perché il professionista ha avuto la prontezza di riflessi di spingere il suo aggressore fuori dallo studio proprio mentre stava per sparare. Il pensionato, dopo aver esploso i colpi, si è seduto in sala d’attesa, ha avvertito la moglie e aspettato l’arrivo dei carabinieri.
Non altrettanto positivamente si era conclusa invece l’incursione di Flavio Macchi in un ambulatorio Asl di via Fillak a Sampierdarena. L’uomo aveva infatti ucciso la neuropsichiatra Ferdinanda Conterno, 35 anni, che aveva chiamato un’ambulanza per disporre il ricovero del paziente che si era presentato alla visita di controllo in condizioni di evidente alterazione. L’uomo, un cancelliere della pretura che in passato aveva dato segni di squilibrio anche nei confronti di alcuni magistrati con i quali lavorava, aveva estratto un coltello e ripetutamente colpito la dottoressa prima al viso poi al petto, uccidendola. Uscito dallo studio medico, aveva anche aggredito e ferito Ada Barello, la centralinista. La vittima, specialista in neuropsichiatria infantile, era in attesa del trasferimento a Savona dove si sarebbe occupata dei problemi dei bambini.