Panico al tempio, 200 morti nella calca in India

La tragedia all’esterno di un edificio induista dove migliaia di persone spingevano per entrare e partecipare a un rito

da New Delhi

Il crollo di una rampa di accesso, la paura di una bomba, la folla spaventata: è questo lo scenario da incubo che ha portato ieri mattina alla morte di circa 200 persone al tempio di Chamunda Devi a Jodhpur, nello stato nord-occidentale indiano del Rajasthan.
Ieri mattina intorno alle 5.30 migliaia di fedeli, addirittura diecimila per alcuni organi di stampa, erano in fila per oltre 2 chilometri nell’attesa di entrare nel tempio che si trova nel maestoso forte di Mehrangharh. È dedicato alla dea della potenza Durga, manifestazione, come Kali, di Parvati, moglie del dio della distruzione Shiva. Ieri cominciava il Navaratri, nove giorni dedicati a Durga durante i quali le donne digiunano e pregano per la salute del marito: una festa molto sentita e che poi porta al Diwali, il Natale-Capodanno indiano.
I pellegrini erano divisi, come di solito accade in India, in due file: da un lato gli uomini e dall’altra le donne e i bambini. La fila partiva dalle porte del tempio e finiva ai piedi della collinetta sulla quale è adagiata l’ex residenza del Maharaja di Jodhpur. All’apertura delle porte, dalla fila degli uomini si è cominciato a spingere. La rampa che porta al torrione, sotto il peso della folla, è crollata. La gente ha cominciato a scappare temendo una bomba ma, avendo da una parte la spianata fortificata che si affaccia a strapiombo sulla «città blu» (come viene chiamata Jodhpur per il colore delle case), tutti hanno ripiegato verso la stretta stradina in discesa che dal bastione porta all’uscita dove si snodavano le due file di pellegrini.
Secondo la polizia, la maggior parte delle morti è avvenuta per soffocamento a causa della calca. Un episodio simile è avvenuto nello scorso agosto, quando 145 devoti sono morti a Bilaspur, nello Stato settentrionale dell’Himachal Pradesh, alle pendici dell’Himalaya.