Pannella: «Così si regala un martire al terrorismo»

Roma. Con l'uccisione di Saddam Hussein, «voluta da Bush», «si regala un martire al terrorismo internazionale» e «si chiude la bocca» a chi potrebbe raccontare la «storia delle complicità “insospettabili” delle quali il dittatore potè godere, o dalle quali è stato istigato e armato». Così il radicale Marco Pannella, giunto ieri al quarto giorno di sciopero della fame e della sete, ha commentato la condanna a morte dell'ex raìs che sembra ormai imminente. Nel tardo pomeriggio, da Bologna, il presidente del Consiglio Romano Prodi ha rivolto «un ultimo accorato appello affinché prevalgano la saggezza e la magnanimità dei grandi». Di tuttaltro tenore il parere del leghista Roberto Calderoli: «È incredibile l'ipocrisia di cui è intriso questo Paese che si strappa i capelli per la condanna a morte di un criminale internazionale quale Saddam Hussein, ma - attacca il vicepresidente del Senato - non apre bocca quando una donna viene lapidata per adulterio o quando dei cattolici vengono decapitati per la loro professione religiosa, come spesso accade in alcuni Paesi islamici». Per il senatore Enrico Pianetta di Forza Italia «Saddam Hussein è stato un tiranno che ha fatto di tutto e di più orrendo si possa immaginare. Però la mia posizione è di contrarietà alla pena di morte per una questione di civiltà».