Panteno

Era un filosofo stoico siciliano e, dopo la conversione al cristianesimo, insegnò nella famosa scuola di Alessandria, di cui finì per assumere la direzione. Tra i suoi discepoli ci fu Clemente, poi detto Alessandrino e divenuto celebre teologo. Fu quest’ultimo a succedergli nella direzione e a parlare, nei suoi scritti, del suo grande maestro. Panteno era soprannominato “l’ape della Sicilia” per il carattere mellifluo del suo insegnamento (in un’epoca in cui le punizioni corporali erano considerate un insostituibile sussidio mnemonico). Panteno viaggiò molto prima di assumere, verso il 180, la direzione della scuola di Alessandria, che grazie a lui divenne la più rinomata del mondo. Parlarono di lui, nei loro scritti, oltre al già citato Clemente Alessandrino, lo storico Eusebio di Cesarea, s. Massimo il Confessore e s. Girolamo. Quest’ultimo afferma che era stato il vescovo di Alessandria, Demetrio, a inviare Panteno in India a scopo di evangelizzazione, ma ciò pare improbabile dal momento che Demetrio assunse la cattedra nel 189. Comunque, Panteno in India andò davvero, come riporta anche Eusebio. Certo, l’“India” poteva essere lo Yemen o l’Etiopia, ma tutti sono concordi nel riferire che Panteno, mentre predicava il Vangelo, incontrò alcuni cristiani che dicevano che da quelle parti il primo annuncio cristiano era venuto dall’apostolo Bartolomeo, il quale aveva lasciato loro una copia del Vangelo scritto in ebraico dall’apostolo Matteo. Una copia di questa copia venne riportata effettivamente ad Alessandria da Panteno. Il santo di oggi terminò la sua vita verso l’anno 200. www.rinocammilleri.it