Pantera rosa il ritorno

S teve Martin ha avuto un bel coraggio. Provare a calarsi nei panni dell’Ispettore Jacques Clouseau, da sempre abbinati, nell’immaginario collettivo, alla straordinaria mimica di Peter Sellers, era quasi una sorta di scommessa blasfema. Dire che l’abbia vinta completamente forse è esagerato; ma se non si è prevenuti, il giudizio complessivo non può che essere positivo. Ne La pantera rosa, siamo alle prese con un caso di difficile risoluzione. Il ct della nazionale francese, reduce da una vittoria contro la Cina, viene colpito da una freccetta avvelenata e muore. Chi meglio dello sconclusionato ispettore può far luce sul mistero? A dargli una mano ci pensa il suo aiutante Gilbert Ponton (Jean Reno). I due, oltretutto, non si devono limitare a dare un volto al colpevole ma anche ritrovare un anello scomparso dalle dita del povero allenatore. La pantera rosa è un film che diverte; la gente, in sala, ride, a volte di vero gusto, alle situazioni comiche che man mano scorrono sullo schermo. Non tutto è esilarante, sia chiaro, e lo stile di Martin è certamente differente da quello di Sellers. Però, grazie anche a un cast di supporto di buon livello che spazia da Kevin Kline a Beyoncè, la pellicola risulta gradevole. Di questi tempi, è quasi una notizia.
Il principio è sempre quello: battere il chiodo finché è caldo. Se un filone piace, perché rinunciare a inondare le sale di prequel, seguiti, imitazioni, remake e chi più ne ha più ne metta? La saga di Final Destination non poteva essere da meno visto il meritato successo del primo episodio che colpì e piacque per la sua sorta di perversa genialità. Certo, sempre di slasher (ovvero, omicidi in serie di un gruppo di persone rinchiuse - ma non è una regola - in un determinato ambiente) si trattava; ma almeno, lo spettatore era privato del solito serial killer psicopatico di turno, sostituito dalla Morte in persona che veniva, con un pizzico di ironia, a riprendersi le sue «vittime» scampate temporaneamente, grazie ad una premonizione di una di loro, ad un disastro aereo. Nel secondo episodio fu il turno di una catastrofe autostradale sventata dalla solita provvidenziale visione mentre, per questo nuovo capitolo, è l’ottovolante di un parco dei divertimenti il luogo deputato al disastro. Il solito gruppo di amici, però, fa in tempo a scendere grazie alla premonizione della loro amica Wendy. Sospiro di sollievo che dura poco perchè, rispettando il canovaccio dei primi due episodi, pian piano tutti gli scampati al deragliamento dai binari delle montagne russe muoiono; al fatal destino, provano a resistere Wendy e Kevin. Dato il carattere prevedibile della trama, l’unico motivo che spinge gli spettatori ad andare a vedere il film è scoprire cosa si siano inventati gli autori per mettere in scena le morti dei protagonisti. E qui, pur con una elevata dose di spettacolarizzazione, rimane l’impressione che Final Destination 2 sia l’episodio meglio riuscito.
I più visti dal 20 al 26 marzo
1) Il mio miglior nemico; 2) Il caimano; 3) Notte prima degli esami; 4) V for Vendetta; 5) La pantera rosa; 6) Final Destination 3; 7) Syriana; 8) The Producers; 9) La terra; 10) The Constant Gardener.
maurizio.acerbi@ilgiornale.it