Panucci ci prende gusto e affonda anche il Genoa

da Genova

Il campionato ricomincia dalla sosta. Da Scozia-Italia. Da una zuccata di Panucci che risolve la partita. La Roma degli assenti passa a Genova, 1-0 all’ultimo minuto, e mette paura all’Inter. Anche senza mezza squadra trova sempre il modo di buttarla dentro. Stavolta anche quello di non sprecare tutto. Genoa-Roma doveva essere l’occasione per riconciliarsi col calcio. Belle squadre, si dice di loro. La Roma lo dimostra da tempo, il Genoa ci sta provando. Fino alla fine entrambe tentano però piuttosto di dimostrare la teoria che la partita perfetta finisce 0-0, ma Panucci non ci sta. Le premesse sembrano incoraggianti. Il Genoa gioca in velocità, ma piano piano si ritira e lascia campo alla Roma. Errore grave, anche senza molti big il palleggio della squadra di Spalletti non chiede altro che metri a disposizione. E Borriello in buona serata, troppo poco assistito, riesce solo a fare paura alla difesa, cioè all'unico punto debole dei giallorossi. La partita si infiamma alla mezz’ora e il merito è del Genoa che trova coraggio, organizza un paio di azioni in velocità con Borriello sempre protagonista, e mette la palla a un centimetro dal gol. Fino a quel momento le azioni erano state quasi tutte impostate, con troppa imprecisione, da una Roma che, pur dimezzata, sente sempre l’obbligo morale di vincere. L’arbitro Rosetti autorizza un gioco all’inglese ma solo Mancini e Juric ne approfittano un po’ troppo. Finché l’arbitro s’inventa la più inutile e sbagliata delle ammonizioni (a Danilo) proprio mentre si stavano calmando tutti. E mancavano dieci secondi all’intervallo. Il tè fa bene a tutti, tranne all’arbitro che decide di tirare fuori cartellini a pioggia. Quelli della Roma hanno però l’ombrello anti-gialli e così l’arbitro di Torino manda domenica prossima il Genoa a sfidare il Torino senza mezza squadra. La partita è più viva. Tanto per essere chiari, due pali, uno per parte, e una gran parata di Rubinho che toglie dal «sette» un gol fatto dopo una grande girata di testa di Vucinic. Il tiro di Paro da trenta metri sorprende tutti, Doni compreso, ma mentre lo stadio sta già esultando, il pallone si stampa sul palo. Panucci, dall’altra parte, fa le prove generali del gol ma mette incredibilmente alto sotto porta. Questo però accade negli ultimi 25 minuti. Prima ci sono solo molte incursioni del solito Borriello e i tentativi a vuoto di un Vucinic che soffre la marcatura e l’assenza di genialità accanto a sé. Le azioni comunque non mancano, c’è da annotare anche un gol fatto da Di Vaio a gioco fermo per un fuorigioco da fotofinish e una forte protesta della Roma per trattenuta di Bega su Vucinic in area. Insomma, alla fine se ne viene fuori solo con un gol occasionale, nato da una punizione dal limite esterno dell’area del Genoa.
Immancabili tanto le proteste dei tifosi quanto la disattenzione della retroguardia rossoblù che lascia indisturbato Panucci, mica uno qualsiasi. Bastava guardarsi anche solo la partita della Nazionale e la teoria della partita perfetta avrebbe preso corpo.