Con Paolini e Ovadia musica e teatro al Mittelfest

Dal 15 al 23 luglio in Friuli la manifestazione dedicata al tema del lavoro, celebra Brecht e ospita anche Celestini

Carlo Faricciotti

da Milano

Quasi venti prime, tra assolute e italiane, per l'edizione numero 15 di Mittelfest, festival della Mitteleuropa musicale, letteraria, teatrale e quant'altro, in calendario dal 15 al 23 luglio prossimi a Cividale del Friuli, in provincia di Udine. Diretto, per il terzo e ultimo anno da Moni Ovadia, Mittelfest 2006 ha deciso di fare perno su un tema preciso: il lavoro. Molti dei progetti presentati, infatti, parleranno di questo concetto, visto in tutte le sue sfaccettature. Storie di lavoro, infatti, si chiamerà il progetto teatral-musicale curato da Mario Brandolini e Valter Colle e in scena il 18 luglio. Una maratona di quattro ore cui prenderanno parte lo stesso Ovadia, Giovanna Marini e Patrizia Nasini, che riproporranno canti di origine contadina, Gian Antonio Stella e Gualtiero Bertelli, impegnati a rievocare le vicende dell'emigrazione italiana dall'Ottocento ai giorni nostri. E ancora, lo scrittore Mauro Corona e, a sorpresa, Marco Paolini e Ascanio Celestini, che presenteranno in anteprima alcuni frammenti dei loro prossimi spettacoli. Sempre di lavoro, ma in musica, si parlerà sempre il 18 luglio con la prima assoluta di Mi chiamo Roberta di Fabio Vacchi: un melologo ispirato al libro-inchiesta di Aldo Nove con un ensemble particolare. Violino, violoncello, pianoforte e percussioni, infatti, saranno accompagnati da dodici lastre di pietra piasentina, tipica della zona, inserite ad altezze diverse e «suonate» come fossero strumenti musicali. Non può mancare, in quest'anno brechtiano, l'omaggio al drammaturgo tedesco: Le storie del signor Keuner, di Roberto Andò e Ovadia (15 e 16 luglio), tratto dai racconti Il caso del signor Keuner. Altra prima, a Cividale, quella di I giocatori. Liberamente ispirato a Dostoevskij, Goldoni, Shakespeare, Brecht, Gogol, Molière ecc., nuovo spettacolo di Paolo Rossi (16 luglio), che parte da Dostoevskij per parlare anche di bingo, gratta&vinci, lotterie e altre forme di gioco d'azzardo legalizzato. Rifletterà invece sulla dimensione sacra dell'esistenza Esistenza, soffio che ha fame (17 luglio), spettacolo di e con Don Andrea Gallo con brani tratti da Bibbia, Corano, Bhagavad-Gita, Sutra del Loto ma anche da Christian Bobin, Teresa d'Avila, Simone Weil, Emily Dickinson, Guido Ceronetti. Grande letteratura anche con l'ungherese premio Nobel Imre Kertész, di cui Ruggero Cara e Vincenzo Todesco dirigeranno (15 luglio) Kaddish per un bambino non nato, orazione funebre sullo sfondo dei lager nazisti. Ancora letteratura, ma in un clima più leggero, il 21 luglio con Dottore ebreo che ha paura del sangue. Libere riflessioni di Claudio Magris e Moni Ovadia su Sigmund Freud, la psicanalisi e l'umorismo ebraico.