Paolo, Angelo e Eva Due calciatori e una primadonna

Sul set di «Nemici per la pelle» giornata speciale per Di Canio e Peruzzi, accanto alla Henger. L’attaccante: «Fingere una rissa? Mi è congeniale»

Simone Turchetti

Due auto si scontrano, i conducenti scendono e vengono alle mani. A dividerli arrivano Angelo Peruzzi e Paolo Di Canio della Lazio, e con loro Alessio Scarchilli e Francesco Statuto, ex giocatori della Roma ora in forza alla Viterbese. Non è un vero incidente, ma solo la scena di un film, Nemici per la pelle, girata ieri a Cinecittà. I due automobilisti sono infatti Stefano Masciarelli e Toni Sperandeo, e lo «scontro» avviene in un set, lo stesso usato per Gangs of New York.
L’atmosfera tra attori e tecnici è rilassata, forse proprio per la presenza dei calciatori. Già, che ci fanno qui? «Avevamo finito gli attori» scherza Andrea Pecorelli, produttore del film assieme a Massiliano Caroletti. «In realtà pensiamo che i giocatori siano la massima espressione romana di quello che il calcio può essere in simbiosi con il cinema». Ieri al «ciak» doveva partecipare anche Francesco Totti, ma impegni improrogabili hanno costretto a rimandare ad un’altra scena la sua apparizione. «Purtroppo molti campioni hanno dato forfeit, anche per l’opposizione delle società» lamenta Pecorelli. «Ma per loro è importante vivere in mezzo alla gente, anche in altri contesti». Del resto calcio e cinema rappresentano un binomio caro ai due produttori, che venti giorni fa hanno acquistato la Viterbese Calcio.
Come è stato vivere un giorno da attore? «Ho solo due battute, meno parlo e meglio è per il film» minimizza Peruzzi, che nella finzione interpreta sì un portiere, ma di Cinecittà. Anche il numero nove biancoceleste ironizza: «Recitare? Devo solo fare mezza rissa, dovrebbe essermi congeniale. Più che altro è interessante vedere da dentro come funziona il cinema. Ed è un modo per distrarsi dopo giorni di ritiro». Però sulla scena sono molto professionali. «Li ho trovati davvero spontanei, sono sorpreso» conferma Stefano Masciarelli. «Certo, loro sono abituati a vivere sotto i riflettori, ma il cinema è diverso. Penso che in ognuno di noi si nasconda un attore». «Dirigere gli atleti non è diverso dal dirigere attori non professionisti» assicura Rossella Drudi, la regista, presto nelle sale con Concorso di colpa, per il quale ha scritto la sceneggiatura. «Ho già lavorato con attori presi dalla strada, e se c’è buona volontà, va tutto liscio. Di Canio, Peruzzi e compagni, poi, sono disciplinati. La loro presenza non era confermata, così ho dovuto scrivere le battute nella notte. Ma fa parte del film, con questa commedia mi sto divertendo tanto». La pellicola racconta la storia di due ex amici, Benito, interpretato da Stefano Masciarelli, e Amedeo, Massimo Bonetti, protagonista della fiction televisiva La Squadra, che condividono una forte insofferenza nei confronti degli anziani. Ma il destino li porterà a riappacificarsi e a confrontarsi con l’esperienza della terza età. Nel cast spiccano anche i nomi di Cinzia Leone, Pino Insegno ed Eva Henger. «Il film è divertente, con una punta d’amaro e un bel messaggio sociale» assicura la regista, che aggiunge: «Mi sono ispirata, senza presunzione, alle commedie di Totò e Peppino. Il tema della vecchiaia è toccato in chiave favolistica, è una personale citazione di Hellzapoppin’».
Le riprese, iniziate il primo agosto, termineranno a metà settembre, quando la troupe si trasferirà a Villa Tuscolana, a Frascati. L’uscita in sala è prevista per dicembre o gennaio. Bisogna infatti trovare un distributore: la pellicola è stata realizzata dalla «Quadrifoglio produzioni» in collaborazione con la «Totem Film», e come per Taxi Lovers hanno scelto la formula dell’autofinanziamento di attori e tecnici. «Per ora c’è una risposta positiva da Aurelio De Laurentiis - spiega Caroletti - e dai tre più grandi distributori in Italia. Adesso vedremo chi farà la migliore offerta».