Paolo Berlusconi «Tifosi irriconoscenti, finché c’è Silvio il club sarà tra i grandi»

Milano. Derby sul filo dell’amarcord in casa Milan, con intervista storica a Paolo Berlusconi, vice-presidente del club e fratello del premier. «La nostra famiglia ha speso per il Milan grosso modo quanto Moratti per l’Inter, ma ha raccolto dieci volte tanto in materia di trofei» il primo bilancio (nel prossimo mese di febbraio Silvio Berlusconi e il Milan festeggeranno il 25 esimo anno di felicissimo matrimonio, ndr) fatto nel corso di una intervista a milan-channel nel corso della quale ha anche affrontato l’argomento spinoso della contestazione del precedente torneo culminata nella notte di Milan-Juventus, a fine maggio con molti striscioni polemici riservati proprio al presidente. «La cosa brutta è che i nostri tifosi, l’anno scorso, hanno avuto poca memoria e irriconoscenza nei confronti della società. Da 40 anni l’Inter non voleva vincere questa coppa dei Campioni, lasciamogliela vincere...» la sua prima osservazione. Seguita poi da una riflessione un po’ più amara: «Come si fa a rivoltarsi contro un presidente che ha preso una squadra vicina al fallimento e l’ha fatta diventare la più forte al mondo?». A conferma che quella «verità» non è del tutto rimarginata il passaggio successivo: «Quella contestazione era degna di un presidente che stava retrocedendo in serie B. Mi viene in mentre una frase: non ve lo meritate un presidente così». Chiusa la parentesi malinconica, ecco lo scenario futuro. «Mio fratello sta vicino al Milan con amore, ci mette tutto se stesso. Quando perdiamo i tifosi stanno male, ma lui sta ancora peggio. I tempi belli verranno e anche quelli meno belli, ci sono dei cicli ma è importante sapere che finché la nostra famiglia sarà con il Milan, staremo su tutti i fronti, noi ci siamo» la garanzia firmata da Paolo Berlusconi. Adriano Galliani ha evitato interviste e si è fermato a firmare autografi all’ingresso di Milanello. Gli è sfuggita una sola battuta: a un tifoso che si allargava un po’ («gliene diamo 3») ha replicato «facciamo lo sconto, ne bastano 2», a un altro ha detto: «se vinciamo, vinciamo lo scudetto».