Paolo Conte torna in scena per raccontarsi cantando

Al Sistina da questa sera a domenica l’artista piemontese

Simone Mercurio

L’anno scorso, a febbraio, Paolo Conte tenne sette concerti al teatro Sistina, sette grandi eventi musicali, che furono tutti «sold out». A quasi un anno di distanza, l’avvocato di Asti, lo chansonnier per eccellenza della canzone d’autore italiana, torna nella Capitale per un altro evento, stavolta, in sei tappe. Sei concerti in sei giorni, dunque, da questa sera a domenica 22, sempre al Sistina, tutti con inizio alle 21.
Un live, dove si ascolteranno frammenti da Elegia, l’ultimo disco di canzoni inedite pubblicato nel novembre 2004 ben nove anni dopo l’ultimo album di studio, Una faccia in prestito (’95). Elegia è un disco di svolta, nella carriera e nella discografia del cantautore. Un artista riservato, fin ora, un affabulatore che nelle sue canzoni ha sempre narrato storie - o meglio le ha accennate - tratteggiandone più che descrivendone i personaggi e lasciando che sia l’ascoltatore a crearsi interamente la scena.
In quest’ultimo lavoro, invece, i suoi personaggi si ritraggono, quasi si mettono alle sue spalle e lo spronano a parlare in prima persona. Come in nessun altro disco Conte dice di sé, racconta in modo nostalgico e quasi trasognato ciò che prova oggi, nel presente. E lo fa in modo quasi scarno, disadorno: le parole dicono e non dicono - come sempre del resto - le melodie e gli arrangiamenti indugiano in un certo languore, in una essenzialità che al primo ascolto può dare una falsa sensazione di povertà musicale, ma che invece sono volutamente una ricerca di essenzialità.
È un album che non ha la forza dirompente o l’immediatezza dei suoi classici del passato, ma che con i suoi 13 brani rivela, con una patina di malinconia, il vero Conte.
Quasi dieci anni, dicevamo, dall’ultimo disco, ma il piemontese classe 1937 , lo si sa, è un musicista che vive la sua arte senza rincorrere scadenze, senza obbedire ai ritmi discografici correnti, senza avvicinarsi a quegli eventi artificiali che nutrono mode e tendenze. Vive appartato il suo tempo e la sua libertà, senza bisogno di clamori, racconta le sue storie senza trucchi e senza inganni, cantando la vita come la vede.
Per i fan, inoltre, è uscito a novembre un nuovo live (su cd e dvd) che documenta il concerto di Paolo Conte all’Arena di Verona del 26 luglio 2005. Allo stesso modo, le sei date romane saranno l’occasione rara per ascoltare la musica del cantautore astigiano. Dai brani più famosi del repertorio «contiano», come Via con me, Come mi vuoi , Sudamerica, Un Gelato al limon. Fino alle sorprese e alle rarità, sempre omaggiate da Conte al suo pubblico dei live.
Con lui sul palco del Sistina saranno gli eccellenti musicisti che lo hanno seguito anche in tutto il tour europeo: Daniele di Gregorio (batteria, percussioni), Jino Touche (contrabbasso), Daniele dall’Omo (chitarra), Massimo Pitzianti (fisarmonica, sax baritono), Claudio Chiara (sax tenore, flauto), Luca Velotti (sax soprano, flauto) e Lucio Caliendo (oboe, fagotto). Fiati e sezione ritmica promettono un suono compatto, e avvolgeranno e sottolineeranno le parole del maestro.
Biglietti: da 55 a 33 euro.