Paolo Fresu, la tromba e nient’altro

Musicista dal talento eccezionale, attivo ed eclettico, Paolo Fresu è uno dei jazzisti italiani più conosciuti nel mondo. Ma questa sera, invece di essere coinvolto in uno dei tanti progetti che porta avanti, il musicista sardo si esibirà per la rassegna «A solo» in un’esibizione dedicata alla tromba, strumento che suona dall’età di 11 anni, presso la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica. Fresu inizia a suonare la tromba nella banda musicale di Berchidda, il paese dove è nato e il suo incontro con il jazz avviene solo nel 1980, durante gli studi al Dams di Bologna. In soli quattro anni, Fresu si diploma al conservatorio di Cagliari e inizia una folgorante carriera la cui prima fonte d’ispirazione, come Fresu ha raccontato è la musica di Miles Davis: «Sono nato con le note di Miles Davis, lo sanno tutti. E con Miles sono cresciuto e mi sono nutrito, per anni, cercando poi di svezzarmi da grande. Grazie a lui, ho appreso l’arte del silenzio e quel culto del suono e della magia che può raccontare ciò che, a volte, non riusciamo a esprimere con le parole».
Fresu si è esibito in oltre 2.500 concerti, registrato oltre 260 dischi, coordinato numerosi progetti multimediali con attori, danzatori, pittori, scultori, poeti. Ha scritto musiche per film, balletto, teatro e, attualmente, oltre al proprio quintetto, dirige il duo con Furio Di Castri, il Trio Fresu-Salis-Di Castri, il quartetto «Devil», «Heartland» con David Linx e Diederik Wissels, il duo con Dhafer Youssef, quello con Uri Caine e quelli con Nico Morelli, Alain Jean-Marie, Roberto Cipelli, Danilo Rea e Bojan Zulfikarpacic. Porta avanti i progetti «Fresu Quartetto Alborada», «Kind of Porgy and Bess», «Porgy and Bess» assieme all’Orchestra Jazz della Sardegna (Blue Note Orchestra), la «Italian Trumpet Summit» e quelli legati alla musica tradizionale sarda.