Paolo Meneguzzi, pop acqua e sapone

Quando si dice che nella vita bisogna rischiare, se si crede davvero in un sogno. Perché questo poi si avvera. Dietro la carriera di Paolo Meneguzzi, giovane volto pop, che, a soli trent'anni, ha già collezionato quattro Festival di Sanremo e altrettanti dischi (l'ultimo, uscito a marzo, si chiama Musica), c'è la storia di un ragazzo educato al canto dal nonno e osteggiato da mamma e papà, che volevano per lui un futuro sicuro. «A otto anni mio nonno mi regalò una chitarra così grande che non arrivavo al manico. Ho dovuto aspettare anni per suonarla, ma la passione non l'ho mai persa». Neanche quando viene assunto in banca: «Non ce la facevo a stare chiuso in ufficio, così ho lasciato il lavoro per fare il cantante a tempo pieno». I primi tre dischi vengono pubblicati in Sudamerica dal 1997, il debutto italiano risale invece al Sanremo 2001. Ma sarà l'anno successivo, con In nome dell'amore e Vero falso, a regalargli la popolarità. «Le mie canzoni non affrontano temi impegnati. La musica, per me, deve aiutare la gente a passare bei momenti e restare positivi». I suoi fan, a cui è dedicato il concerto di stasera all’Auditorium Radio Italia di Milano, lo aspettano da almeno due anni: «Non ho mai suonato in questa città, se non nelle piazze o in radio - confida - ma prima o poi tornerò per un grande show con scenografie e ballerini». Per informazioni: 02-254441