Paolo Poli si divide per sei Lezione di stile e di cultura

Sei brillanti, il nuovo spettacolo di Paolo Poli, che ha debuttato al Teatro Eliseo di Roma, è una gustosa carrellata sui costumi del nostro paese, dagli anni Venti agli anni Ottanta. L'attore-autore è partito dai racconti di sei giornaliste-scrittrici: Mura, nome d'arte di Maria Volpi Nannipieri, Paola Masino, Irene Brin, Camilla Cederna, Natalia Aspesi e Elena Gianini Belotti. Personalità assai diverse che hanno in comune una scrittura maliziosa, se non affilata, capace di cogliere i mutamenti di mentalità in ogni settore della vita sociale, dal sesso alla famiglia, dalla povertà all'agiatezza, dalla morale cattolica alla trasgressione.
Poli ne ha tratto una commedia in due tempi che non sempre trova una sua unità, ma che gli permette di costruire una sorta di varietà elegante e colto, impreziosito dalle sue irresistibili interpretazioni. Naturalmente non tutti i personaggi e tutte le situazioni riescono a diventare emblematici di un'epoca e di un costume, anche perché il livello delle autrici è diverso. Se Paola Masino racconta la crisi del 1929 con l'occhio della scrittrice di razza e Irene Brin si conferma, nel cogliere le miserie del dopoguerra, una cronista incomparabile, Mura vola più in basso nel rappresentare una relazione lesbica in un'epoca, quella della fine degli anni Dieci, dove rapporti del genere erano assolutamente trasgressivi e quindi clandestini. Camilla Cederna ci dà un ritratto frivolo e poco incisivo del ruolo della moda negli anni Sessanta, mentre Natalia Aspesi e Elena Gianini Belotti colgono gli anni Settanta e Ottanta con una malizia troppo scoperta. I limiti della pièce sono neutralizzati dal livello sempre alto dello spettacolo, che ha in Poli non solo il grande interprete che conosciamo, ma un regista in grado di dare omogeneità e significato anche alle situazioni più deboli.
Le canzoni d'epoca danno un grande respiro al testo, sotto le sapienti cure di Jacqueline Perrotin. Ma fondamentali nell'economia della rappresentazione sono le scene di Emanuele Luzzati e i costumi di Santuzza Calì. Le prime sono una gustosa citazione di un secolo di pittura italiana e europea. Si passa, infatti, da Beardsley a Dalì, da Delvaux a Bacon, da Burri a Balthus, da Casorati a Rosai. I costumi sono il trionfo del gusto e insieme di una sottile malizia. Le coreografie ricche d'invenzione di Alfonso De Filippis, collaboratore storico di Poli, e tutti gli altri interpreti, Luca Altavilla, lo stesso De Filippis, Alberto Gamberoni e Giovanni Siniscalco sono al servizio di uno spettacolo che ha in Paolo Poli il suo protagonista irresistibile. Moltiplicandosi in sei personaggi diversi, per lo più femminili, e cantando con la sua vena ironica, Poli ci dà ancora una lezione di stile e di cultura.

SEI BRILLANTI- di Paolo Poli, Teatro Eliseo. Dall' 11 gennaio al 28 al Teatro Carcano di Milano.