PAOLO ROSSI scommette sulla comicità dei «Giocatori»

Uno spettacolo che si occupa di gioco e di azzardo non poteva che nascere quasi come una scommessa; che, alla luce dei fatti, si può tranquillamente definire vinta. La «puntata azzardata» l’ha fatta Paolo Rossi che con il suo I giocatori, in cartellone fino al 27 maggio al Teatro Studio (debutto significativo caduto nella settimana dedicata ai festeggiamenti per i sessanta anni del Piccolo), mette in scena uno spettacolo liberamente ispirato al romanzo Il Giocatore di Fëdor Mikhajlovic Dostoevskij. Qui Rossi mette in scena la puntata più forte della sua carriera: trasformare Il giocatore di Dostoevskij in un testo comico.
Presentato la prima volta, lo scorso luglio, come «work in progress», al Mittelfest di Cividale del Friuli e dopo un intenso laboratorio nel mese di marzo 2007 al Piccolo Teatro di Milano, quella proposta allo Studio è la versione definitiva che attraversa la storia dei giocatori d’azzardo. Per farlo, Rossi si è valso della collaborazione di due giovani compagnie, il Pupkin Kabarett triestino e la Babygang di Milano, riunite in quella che è stata definita la «Confraternita dei precari». «Dietro questo progetto c’è una volontà politico-culturale. In un’epoca in cui stanno sfrattando generazioni di teatranti, emarginate per età o per ragioni geo-politiche, si compie un piccolo atto. Una scommessa. Un investimento. Anche per il capocomico» ha affermato Rossi.
La sfida che si affronta nel gioco d’azzardo è una partita che si disputa contro il destino, una sorta di elevazione personale, trascinati come si è da quel senso di onnipotenza che ti fa illudere che la sorte, prima o poi, finirà inevitabilmente per premiarti. La fortuna, però, non sempre aiuta gli audaci e più spesso il viaggio che si intraprende nell’azzardo è di sola andata, dove lo smarrirsi è all’ordine del giorno nella ricerca di quella illusione che ti fa vedere, nel gioco, la facile scappatoia per un riscatto sociale. Come in Dostoevskij, anche Rossi non giudica i suoi protagonisti, ma ci ragiona, cerca di capirne i meccanismi e i vizi, li tratta come malati in cerca di redenzione. Il tutto giocato su una vena grottesca che è il tratto caratteristico della sua produzione teatrale. Rossi racconta comico e drammatico insieme: recita sul palco come capocomico, è regista dello spettacolo ed è anche l’autore principale di questa elaborazione del Giocatore raccontandone la trama a modo suo. Con lui quindici attori e musicisti.
I giocatori
Piccolo teatro studio
fino al 27 maggio
Ingresso 19,50 e 22,30 euro
biglietteria 848800304