Paolozzi verso il Centro studi con la benedizione di Beretta

Assindustria di Vicenza non ha sostituito ancora Massimo Calearo. Elio Marioni ha ottenuto il quorum per essere candidabile ma è stato bocciato dalla giunta, e non si sono riaperte le consultazioni. Calearo ha promosso un pronunciamento della giunta (con tanto di lettera di mobilitazione inviata mentre i «saggi» stavano ancora consultando) per un prolungamento straordinario della sua presidenza per almeno un anno forzando le regole esistenti che prevedono un solo mandato di quattro anni e trascurando il parere contrario di gran parte dei past president vicentini. Ai primi di giugno chiederà all'assemblea di Assindustria di confermare la scelta. Non è un buon periodo per Calearo. Alla guida di Federmeccanica ha visto Fiom, Fim e Uilm chiedere aumenti salariali per 147 euro al mese: rivendicazioni sindacali così radicali sono sempre frutto anche di difficoltà strategiche della controparte. E ora la sua idea di stravolgere statuti confindustriali da tempo pensati per evitare satrapie locali, lo rende ancora più impopolare.
Anche Assolombarda è preoccupata per la riforma, proposta dal vice presidente Marino Vago, tesa a semplificare e ottimizzare i rapporti tra imprese, contributi, associazioni territoriali e di categoria. La riforma appare troppo schiacciata, al di là del merito, sull'imminente campagna elettorale per la nuova presidenza, cambiando regole a partita iniziata. Assolombarda, che ha votato contro la riforma Vago, è oggi particolarmente forte perché anche un suo autorevole esponente, Marco Tronchetti Provera, ha abbandonato le tentazioni di appeasement (spesso di casa in Viale Astronomia) con l'establishment di centrosinistra.
Perché Alberto Bombassei, uomo intelligente e accorto, è intervenuto per la seconda volta in poco tempo sul tema della licenziabilità dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato, prima sul Corriere dell'Economia e l'altro giorno su Repubblica? Bombassei sa bene di parlare di un tema esplosivo. Se si addentra su questo terreno è per tre motivi. Onestà intellettuale e opportunità offerte dal Libro verde della commissione europea che spiega come il mercato del lavoro migliori solo se flessibile. Abilità contrattuale: in vista del confronto in atto tra Confindustria, governo, sindacati, è meglio partire da richieste «alte» per scendere che viceversa. Attenzione alla campagna per la nuova presidenza: se riuscisse a mettere insieme al mondo Fiat, a cui il patron della Brembo è sicuramente collegato, la cultura damatiana sul mercato del lavoro, diverrebbe un candidato molto forte.
Chi sostituirà Sandro Trento al potentissimo Centro studi di Confindustria? Luca Paolozzi, editorialista principe del Sole 24 ore, dove spesso scrive in coppia con Fabrizio Galimberti. Paolozzi ha una solida preparazione da economista, è considerato un pupillo di Carlo Azeglio Ciampi, si è segnalato negli ultimi mesi per articoli implacabili sulla politica del governo Prodi. È stato scelto dal direttore generale di Confindustria Maurizio Beretta.