Papà, mamma e 14 figli raccontano il tempo che fu

Una casa a tre piani partendo dalle cantine, passando per il piano adibito a osteria, per salire all'ultimo dove le stanze da letto erano teatro del chiacchierio dei bambini che lì giunsero in sette, sino a diventare quattordici, metà maschi, metà femmine, il primo nato nel 1924 e l'ultimo nel 1947. Frammenti di vita quotidiana di una famiglia diventata protagonista della mostra fotografica «Una famiglia contadina in Valpolcevera: i Dellepiane di San Cipriano di Serra Riccò», inaugurata alla biblioteca Cervetto a Castello Foltzer.
Settantacinque foto - messe a disposizione dalla signora Lulli Dellepiane -, che documentano il lavoro e la vita di ogni giorno dagli anni venti agli anni cinquanta. La mostra - frutto della collaborazione tra la Circoscrizione V, la Comunità montana Alta Valpolcevera, il Servizio bibliotecario urbano, i Comuni di Serra Riccò e di Mignanego -, si inserisce nell'ambito del progetto Cercamemoria del Sistema bibliotecario urbano che ha come obiettivo quello di recuperare brani di memoria cittadina. «Le numerose attività che le biblioteche pubbliche genovesi ospitano e promuovono su storia e cultura del territorio, costituiscono un punto di riferimento per i cittadini interessati al loro passato, alla loro identità» spiega Adelmo Taddei, coordinatore del Sistema bibliotecario urbano. La storia, documentata dalle immagini fotografiche, inizia l'8 ottobre del 1923 a Genova, alla chiesa del Carmine con il matrimonio di Luigina Repetto e Crispino Dellepiane. Luigina ha diciotto anni e lavora al mercato delle erbe in piazza della Nunziata. La sua famiglia possiede una preziosa Leika: da qui l'origine dell'album di famiglia dove sono state tratte le foto della mostra. Crispino ha quattordici anni di più della giovane sposa, e fa il fruttivendolo. I due sposi rimarranno soli per poco tempo: nel 1924 nasce il primogenito e nel 1947 nascerà l'ultimo. In tutto 14 figli. Il fascismo ha un occhio di riguardo per la coppia. A testimoniarlo c'è una foto di Luigina e Crispino in costume ligure in occasione di un viaggio ufficiale a Roma nell'inverno del 1936. I giornali di allora, a commento di quel viaggio, scrivono: «La madre prolifica genovese che ha ricevuto dal Duce il premio nella giornata celebrativa della Madre e del Fanciullo, festeggiata dai genovesi residenti a Roma». E poi c'è ancora un'immagine della «squadra Dellepiane» al gran completo, in occasione nel maggio 1938, della visita di Mussolini a Genova (inaugura l'autostrada Genova Serravalle) e del premio di mille lire per la nascita del decimo figlio. Sin dalla fine degli anni Venti, Mussolini esercita una pressione forte nei confronti della realtà genovese, poco sensibile ai richiami pronatalisti del fascismo. Così come documentato da un telegramma inviato al Prefetto di Genova, il Duce scrive: «Prefetto richiami attenzione sulla sconfortante denatalità di Genova stop la lettura dei Bollettini di Stato Civile della più grande Genova est una profonda umiliazione stop da due mesi i morti sono regolarmente il triplo dei nati stop Genova est una città che va particolarmente curata (21.2.1928)». E ancora, il mese dopo: «On. Podestà di Genova - questo bilancio deficitario in un solo mese di ben 185 unità non è brillante per la grande Genova». Dati già allora allarmanti sul tasso di natalità. Argomentazioni queste che non riguardavano sicuramente la famiglia Dellepiane.
La mostra sarà visitabile fino all'8 giugno. Dal 23 giugno al 30 agosto, si trasferirà nella sala consiliare del Comune di Serra Riccò, mentre dal 16 al 30 settembre, la mostra sarà ospitata all'Oratorio di San Cipriano. Infine, dal 6 al 20 ottobre, sarà trasferita al Teatro San Giuseppe di Mignanego, in piazza Matteotti.