Il papà medico lo cura con l’omeopatia: il figlio muore

LecceDa una ventina di giorni aveva una brutta influenza che il padre avrebbe tentato di curare con farmaci omeopatici, ieri ha bevuto una tisana al finocchio e si è sentito male. Lui, un bambino di 4 anni, ha cominciato a tossire, è diventato cianotico e i genitori a quel punto lo hanno subito caricato in macchina per trasportarlo in ospedale. Ma non c’è stato niente da fare: i medici non hanno potuto far altro che constatarne la morte, una tragedia su cui adesso indaga la Procura di Lecce. Il padre e la madre sono stati iscritti nel registro degli indagati: il reato ipotizzato è omicidio colposo in quanto secondo gli inquirenti avrebbero omesso di prestare al figlio «le necessarie cure specialistiche pur in presenza di un perdurante grave e preoccupante quadro patologico».
È accaduto a Miggiano, piccolo centro della provincia di Lecce, dove il dolore si mescola all’incredulità per la tragica fine del bambino, figlio di un medico omeopata molto noto in tutto il Salento e non solo. Le indagini sono dirette dal sostituto procuratore del tribunale di Lecce, Alberto Santacatterina. Il magistrato ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita oggi dal medico legale Alberto Tortorella e dal pediatra Leopoldo Ruggiero. E proprio all’esame autoptico si stabilirà la causa della morte. Secondo una prima ricostruzione, da circa venti giorni il bambino non stava bene. Probabilmente aveva contratto una brutta influenza, una forma particolarmente aggressiva: febbre alta, a cui si erano aggiunti disturbi gastrointestinali. Per fronteggiare il problema e curare il bimbo, gli sarebbero stati somministrati alcuni farmaci omeopatici. La situazione però non è migliorata. Mercoledì sera il piccolo stava ancora male e gli è stata data da bere una tisana al finocchio, proprio per tentare di alleviare i problemi all’addome. Poco dopo però il bambino avrebbe avuto un rigurgito. La bevanda potrebbe essere finita nelle vie respiratorie, i genitori sono subito intervenuti e hanno deciso di sistemarlo in macchina e correre verso l’ospedale di Tricase, un paese vicino. Ma è stato inutile. Quando sono giunti sul posto il figlio era già morto. L’inchiesta della Procura è ancora alle fasi iniziali, ma già oggi potrebbe approdare a una prima svolta con i risultati dell’autopsia alla quale assisterà anche un consulente della famiglia, il medico legale Roberto Vaglio. Per il momento ci sono solo ipotesi: il bambino potrebbe essere morto per asfissia, soffocato dalla tisana dopo il rigurgito, una tragica complicazione che ha colpito le vie respiratorie e si è rivelata fatale. I carabinieri hanno avviato i primi accertamenti e hanno consegnato una relazione al magistrato inquirente. In questa prima fase dell’inchiesta sono state acquisiti anche i referti clinici del pronto soccorso di Tricase. Secondo quanto trapelato da indiscrezioni, i medici avrebbero rilevato sul corpo un evidente stato di malnutrizione.