Papà Ratzinger trovò moglie sul giornale

nostro inviato a Monaco

«Modesto funzionario, scapolo, cattolico, 43 anni, con diritto alla pensione desidera convogliare a nozze con una ragazza cattolica che sappia cucinare e anche un po’ cucire, e che abbia qualche proprietà. Rif. 734». Dietro al numero di riferimento di queste poche righe pubblicate il 7 marzo 1920 tra gli annunci del settimanale cattolico Liebfrauenbote di Altötting, c’è Joseph Ratzinger senior, il papà di Benedetto XVI. Non avendo ottenuto alcuna risposta, quattro mesi più tardi, il quarantatreenne gendarme, che nel frattempo era salito di grado, aveva fatto pubblicare sullo stesso giornale un nuovo annuncio dello stesso contenuto, aggiungendo questa volta che la «proprietà» non era una condizione indispensabile.
Gli avrebbe risposto Maria Peintner, cuoca provetta, che Ratzinger avrebbe sposato nel novembre 1920. Il giornale Bild am Sonntag, che ha riprodotto l’annuncio, si è chiesto: «Ci sarebbe stato un papa tedesco se il gendarme Ratzinger 86 anni fa non avesse messo alcun annuncio matrimoniale sul giornale?», Citando subito dopo una frase famosa del teologo evangelico Albert Schweitzer: «Il caso è lo pseudonimo che il nostro Dio sceglie quando vuole restare in incognito». Il documento, scoperto dall’ex direttore del Liebfrauenbote, è stato già donato al Papa nel corso di un’udienza.
Di certo il matrimonio seguito a quell’annuncio, fu felice. E proprio al clima vissuto nella propria famiglia doveva pensare Benedetto XVI, quando ieri, nel Duomo di Monaco, ha detto ai papà e alle mamme dei piccoli che hanno fatto la prima comunione: «Cari genitori, vi prego, andate insieme con i vostri bambini in chiesa per partecipare alla celebrazione eucaristica della domenica! Non è tempo perso, è ciò che tiene la famiglia veramente unita, dandole il suo centro. E per favore, pregate anche a casa insieme: a tavola e prima di andare a dormire».
«Non saprei indicare - aveva scritto Ratzinger nella sua autobiografia - una prova della verità della fede più convincente della sincera e schietta umanità che la fede ha fatto maturare nei miei genitori».