«Papà Vittorio, inarrivabile anche come scrittore»

Paola Gassman rende omaggio al genitore con l’affettuoso libro autobiografico «Una grande famiglia dietro le spalle»

Un mesto sorriso, lo sguardo intenso, Paola Gassman sembra propiziare con immediata naturalezza domande, interrogativi sul suo primo libro dal titolo Una grande famiglia dietro le spalle (Marsilio Editore, pp. 283, euro 16), evidente parafrasi del non dimenticato testo autobiografico del padre Vittorio Gassman, Un grande avvenire dietro le spalle. «Sì, certo, l'intento è quello d'un omaggio devoto a mio padre - precisa l’attrice -: senza peraltro alcuna idea di ricalcarne le tracce, lui era e resta unico, inarrivabile, anche e specialmente come scrittore, estro poetico, fabulatore».
Qual è stata la più autentica sollecitazione per scriverlo?
«Sembrerà una spiegazione semplicistica, ma è proprio l'idea espressa dal titolo: rendere testimonianza di quanto nella mia variegata esistenza, abbia pesato l'incombenza - di massima, positiva, confortante - di una schiatta di ascendenti (sia di parte paterna sia di parte materna) dalle marcate caratteristiche comportamentali, morali e finanche professionali e artistiche di spiccato valore».
Una perlustrazione a ritroso in cerca di che cosa?
«Innanzitutto sottolineare il rapporto intenso, mai interrotto, con i miei nonni, i miei genitori. E, altresì, con certi ricordi tramandati via via attraverso gli anni di vicende, personaggi di peculiare fisionomia sentimentale e fisica. Ecco, ho voluto raccogliere in ispecie in questo mio libro il lessico famigliare e insieme il dna dei Gassman e dei Ricci proprio per restituire il gusto, l'identità di un'intiera saga ripercorsa, dai giorni della sua origine a tutt'oggi, giusto perché i più giovani discendenti (i miei fratelli, i miei stessi figli) possano sentirsi parte integrante di una piccola comunità commendevole per qualità, caratteri tipici, irripetibili».
Che cosa è sortito da questa sua rincorsa verso il passato?
«È da quel magma di esperienze, identità, caratteri, personaggi che è nato e cresciuto in progressione geometrica tutto ciò che pertiene al nome Gassman (e, in primis a mio padre). Ho cercato, in sintesi, di far rivivere il tutto di tutti come in una favola, un proposito fantastico destinato a prendere corpo e senso man mano che lo raccontavo. Eppoi, parlare anche di mio padre Vittorio, così simile e al contempo così diverso da tutti noi. Anzi, decisamente altro, quasi alieno per tanti versi e, contemporaneamente, vicino, provvido, talora ilare, talora dolente nel suo inimitabile mestiere d'artista e di uomo. Io, insomma, voglio essere semplicemente il tramite di tutte queste storie, dei miei nonni, dei miei genitori. Sono loro, in effetti, che hanno costruito le loro e le nostre vite».
Oggi, Paola Gassman, col marito Ugo Pagliai anch'egli popolare attore di vaglia, vive alacremente i suoi giorni praticando il mestiere d'attrice. E giusto in questo scorcio di primavera risulta impegnata da giovedì scorso alla Cometa di Roma della pièce pirandelliana La ragione degli altri. Inoltre, nel prossimo luglio ha già in cantiere un'altra prova interpretativa per il rituale spettacolo di Borgio Verezzi. Insomma, un grande avvenire di qui a poco.