Il Papa all’islam: il dialogo è il nostro futuro

«Lavoriamo insieme per evitare ogni forma di intolleranza e ogni manifestazione di violenza». Il discorso pubblicato integralmente in arabo sull’Osservatore Romano

Andrea Tornielli

da Roma

Tutto è durato appena venticinque minuti, ma le parole di stima espresse da Benedetto XVI nei confronti dei credenti musulmani e la stretta di mano tra il Papa, agli ambasciatori dei Paesi islamici e i rappresentanti delle comunità musulmane in Italia rappresentano un importante segnale distensivo che nell’intento delle autorità vaticane dovrebbe chiudere l’«incidente» di Ratisbona. Nel suo breve discorso nella Sala degli Svizzeri di Castelgandolfo, davanti a ventidue diplomatici e ai membri della Consulta per l’islam italiano, Ratzinger non si è soffermato sui contenuti travisati della sua lezione tedesca. Ha invece parlato del «profondo rispetto» che nutre per i musulmani, ha ribadito che il dialogo «sincero e rispettoso» deve proseguire per «lavorare insieme» evitando «ogni forma di intolleranza» e «ogni manifestazione di violenza». Ha anche riecheggiato le parole di Giovanni Paolo II a Casablanca, per chiedere «reciprocità in tutti i campi».
Con largo anticipo rispetto all’incontro, e seguendo l’attento protocollo, sono stati fatti accomodare alla sinistra del trono papale gli ambasciatori di Kuwait, Giordania, Pakistan, Qatar, Costa d’Avorio, Indonesia, Turchia, Bosnia ed Erzegovina, Libano, Yemen, Egitto, Irak, Senegal, Algeria, Lega degli Stati Arabi; e gli incaricati d’affari di Siria, Tunisia, Iran, Azerbaijan. Alcuni di questi diplomatici, che abitualmente risiedono in Francia, Germania e Svizzera, sono giunti appositamente a Castelgandolfo per l’udienza. Alla destra del Papa, invece, c’erano i rappresentanti delle comunità islamiche italiane.
Dopo un saluto del cardinale Paul Poupard, presidente del Pontificio consiglio della cultura e del dialogo interreligioso, ha preso la parola Benedetto XVI. «Ben note sono le circostanze che hanno motivato questo nostro appuntamento - ha detto in francese - e su di esse ho già avuto occasione di intrattenermi durante la passata settimana». «Oggi vorrei ribadire - ha continuato - tutta la stima e il profondo rispetto che nutro verso i credenti musulmani». Ratzinger ha quindi citato le parole della dichiarazione conciliare «Nostra Aetate», già rilanciate dieci giorni fa nella dichiarazione del cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato. «Ponendomi decisamente in questa prospettiva - ha aggiunto il Papa - fin dall’inizio del mio pontificato ho auspicato che si continuino a consolidare ponti di amicizia con i fedeli di tutte le religioni». Benedetto XVI ha quindi ripetuto ciò che aveva detto a Colonia nel 2005, quando, incontrando la comunità islamica, aveva definito il dialogo fra cristiani e musulmani «una necessità vitale» che «non può ridursi a una scelta del momento».
«In un mondo segnato dal relativismo e che troppo spesso esclude la trascendenza dall’universalità della ragione - ha detto ancora Ratzinger - abbiamo assolutamente bisogno d’un dialogo autentico tra le religioni e le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa». Dopo aver assicurato che intende seguire la via intrapresa dal suo precedessore e essersi augurato che i «rapporti ispirati a fiducia» non solo proseguano «ma si sviluppino», il Pontefice ha indicato il dialogo come «una necessità per costruire insieme» un mondo «di pace e di fraternità». «È pertanto necessario - ha aggiunto - che, fedeli agli insegnamenti delle loro rispettive tradizioni religiose, cristiani e musulmani imparino a lavorare insieme, come già avviene in diverse comuni esperienze, per evitare ogni forma di intolleranza ed opporsi a ogni manifestazione di violenza. È doveroso che noi, autorità religiose e responsabili politici, li guidiamo e incoraggiamo ad agire così».
Infine, il Papa ha ricordato le parole di Wojtyla pronunciate a Casablanca, in Marocco, nel 1985: «Il rispetto e il dialogo chiedono la reciprocità in tutti i campi, soprattutto per quanto concerne le libertà fondamentali e più particolarmente la libertà religiosa». E ha definito «un imperativo» la collaborazione tra cristiani e musulmani per affrontare sfide quali «la difesa e la promozione della dignità dell’essere umano e i diritti che ne derivano».
«Mentre crescono le minacce contro l’uomo e contro la pace, riaffermando la centralità della persona e lavorando senza stancarsi perché la vita umana sia sempre rispettata - ha concluso Ratzinger - cristiani e musulmani rendono manifesta la loro obbedienza al Creatore». Il testo del discorso papale è stato pubblicato già ieri pomeriggio in lingua araba sulla prima pagine dell’Osservatore Romano.