Il Papa: anche in aeroporto si rispetti la dignità

Da ieri i body scanner hanno un critico in più. E si tratta di un critico d'eccezione: Benedetto XVI. Ieri il Pontefice ha dato udienza, nell'Aula Nervi in Vaticano, a dipendenti e dirigenti dell'Enav, l'Ente nazionale assistenti di volo, dell'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, guidati dal presidente Vito Riggio e dal ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli; c'erano 1.200 persone che lavorano in Alitalia, in rappresentanza di tutte le categorie, accompagnati dall'amministratore delegato, Rocco Sabelli, e dal presidente, Roberto Colaninno.
E davanti a loro, Benedetto XVI ha spiegato che «il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è la persona, nella sua integrità», anche quando si sia chiamati a «regolare e controllare il traffico aereo e a provvedere all'efficienza del sistema nazionale dei trasporti, nel rispetto degli impegni internazionali del Paese; a garantire agli utenti e alle imprese la sicurezza dei voli, la tutela dei diritti, la qualità dei servizi negli scali e l'equa competitività nel rispetto dell'ambiente». Se da un lato il Pontefice ha espresso apprezzamento per il lavoro del personale degli aeroporti, dall'altro ha ricordato come «nell'attuale contesto, a motivo della crisi economica, che provoca problematici effetti nel settore dell'aviazione civile, e della minaccia del terrorismo internazionale, che prende di mira pure gli aeroporti e gli aerei per attuare le proprie trame eversive», il rispetto dei principi della dignità e dell'integrità della persona possa apparire «particolarmente complesso e difficile».
Nonostante questo, ha ammonito papa Ratzinger «non perdere mai di vista che il rispetto del primato della persona e l'attenzione alle sue necessità, non solo non rendono meno efficace il servizio e non penalizzano la gestione economica, ma, al contrario, rappresentano importanti garanzie di vera efficienza e di autentica qualità». Parole che tutti hanno interpretato come rivolte verso i controlli sempre più «accurati» che vengono fatti in aeroporto e verso, in particolar modo, i body scanner, che secondo molte persone sono lesivi della privacy e della dignità dei passeggeri. Il discorso arriva con un certo tempismo: la settimana prossima, infatti, a Malpensa e a Fiumicino, ovvero nei due principali scali italiani, partiranno le sperimentazioni e risulta quindi difficile pensare che le parole pronunciate da Benedetto XVI siano state soltanto una coincidenza.
Quello degli aeroporti e degli aerei, poi, sembra essere un tema particolarmente caro a Papa Ratzinger: il pontefice tedesco, infatti, ha definito gli scali «specchio del mondo», dove anche «i migranti e i profughi vivono vicende di attesa, di speranza e di timore per il futuro» e ha spiegato che «negli ultimi decenni anche per il successore di Pietro l'aereo è diventato un insostituibile strumento di evangelizzazione». «Come non ricordare qui lo spazio che hanno avuto gli aeroporti e gli aerei nei viaggi apostolici compiuti da me e dai miei venerati predecessori? - si è chiesto Benedetto XVI -. Di questo prezioso servizio non posso che ringraziare voi tutti». Insomma, se il mondo del volo è sempre più centrale nella vita di tutti e per quanto gli ultimi anni, e in particolar modo gli ultimi mesi, lo abbiano visto al centro di polemiche sulla sicurezza in relazione al terrorismo, dal Pontefice è arrivato un messaggio chiaro: pur prestando la massima attenzione alla sicurezza di tutti, certi temi vanno affrontati ricordando anche che i viaggiatori sono, prima di tutto, persone e come tali vanno trattate.